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Dalle Alpi alle Ande inizia la preparazione di Giuliano Razzoli

Luigi Vinceti ;
Dalle Alpi alle Ande inizia la preparazione di Giuliano Razzoli

L’olimpionico sarà con gli azzurri sullo Stelvio e in Argentina Bagno di folla al Festincontro per il campione reggiano

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Per Giuliano Razzoli la nuova stagione agonistica comincia lunedì.

Lo slalomista reggiano andrà infatti al raduno della nazionale azzurra sulle piste dello Stelvio. Sarà un test per verificare le condizioni atletiche di ogni sciatore, valutare le caratteristiche degli attrezzi di “lavoro” (sci, scarponi), assaggiare la grinta di ognuno. Non mancherà qualche altro incontro con la squadra e i tecnici prima della vera e propria preparazione estiva che lo porterà, nel mese di agosto, sulle pendici andine dell’Argentina.

Sono alcune delle anticipazioni che l’olimpionico di Villa Minozzo ha concesso salendo sul palco di Festincontro al Parco Cervi (ex Tocci) con la giornalista Stefania Bondavalli che l’ha intervistato sul tema “Avere cura del proprio talento”.

Un’autentica lezione di vita e di sport offerta ad una platea composta anche da diversi giovani che alla fine l’hanno bersagliato di domande, chiesto immancabili autografi e invitato a posare per numerosi selfie.

«Il talento non basta – ha sottolineato il Razzo – e va curato unendolo a passione, impegno, dedizione e trovando sempre la forza di rialzarsi da ogni caduta». Lui ne ha fatte parecchie, tanto che gli incidenti lo hanno bersagliato a ripetizione. Ha quindi raccontato degli insegnamenti ricevuti dal padre, suo primo maestro di sci, e dall’allenatore Marcellino, della rinuncia allo slalom gigante per puntare sullo speciale, della determinazione a proseguire una avventura che gli ha regalato l’emozione di un oro olimpico ed altre magnifiche soddisfazioni.

Cosa serve per arrivare al massimo? «La fisicità, la tecnica, la dotazione di materiale idoneo, la mente, cioè lo spirito con cui si affronta ogni impegno». E ancora: «Lo sci è fantastico, ma per disputare 12 gare in un anno si suda e si fatica per altri 350 giorni. Poi serve un po’ di fortuna, non guasta». Ha quindi elogiato la sua terra natale che sta cominciando ad attrarre sempre più turisti, si è detto tifoso del tennista Federer, degli amici e del fan club che per primo gli trasmise, a Vancouver, la percezione del trionfo olimpico.

L’anno prossimo? «Si comincia a novembre, ma il clou sarà gennaio con ben sei gare in un mese. Il futuro è tutto da scrivere. Fino a quando? Si vedrà». —





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