La rivoluzione di velluto di Tosi, così la Reggiana cambia rotta
Giocatori di categoria, giovani di qualità, strategie comunicative della società: a Reggio e a Modena la stagione tra i dilettanti ha impartito alcune utili lezioni
REGGIO EMILIA. Un anno in serie D non è passato invano. A Reggio, come a Modena, il trauma della ripartenza dai dilettanti è stata una vera e propria esperienza formativa per dirigenti, giocatori e tifosi.
Dal momento che la Reggiana, salvo ripescaggio, giocherà ancora in D, è bene mettere in fila quelle due o tre cose che la stagione passata ha appena insegnato.
VITA DURA IN PROVINCIA
Il direttore sportivo Doriano Tosi lo ha detto alla sua presentazione lunedì scorso nella sede della Olmedo. Le avversarie quando incontrano le squadre blasonate giocano alla morte. Poi magari la domenica dopo sembrano un’altra squadra. Andare a vincere in certi campi della provincia profonda è tutt’altro che facile. Ormai è assodato anche per i tifosi.
BAGNO D’UMILTà
Il centeocampista Lorenzo Staiti e il difensore Paolo Rozzio lo hanno ammesso a fine anno: credevano che la serie D fosse un po’ più semplice. Non si tratta di avere snobbato la categoria: ma chi ha esperienze nei campionati professionistici, ed è abituato a un altro modo di giocare, non poteva calarsi immediatamente in un altro contesto.
Tornando al direttore sportivo Tosi, può essere utile valutare come si è mosso nei mesic scorsi a Modena, per avere un’idea di come imposterà il mercato in queste settimane, fatte salve le correzioni che l’esperienza gli suggeriranno.
atleti DI CATEGORIA
A Modena il braccio destro di Amadei decise di partire con giocatori di categoria, che avevano vinto il campionato di D, cioè i vari Ferrario, Pettarin, Baldazzi, Ferretti e Boscolo Papo. Soltanto dopo il crac di Reggiana e Cesena, il direttore sportivo, temendo di doversi confrontare con squadre più attrezzate, aveva inserito anche profili dalle categorie superiori, come Gozzi, Sansovini e Montella. Lunedì ha ribadito che punterà su elementi di categoria, fatti salvi i quattro big che vuole tenere (Staiti, Spanò, Rozzio e Zamparo).
Tra l’altro, detto per inciso, il budget granata non dovrebbe essere ampio come quello canarino dell’anno scorso.
under fondamentali
A Modena Tosi ha voluto che gli under fossero il portiere, i due terzini e un centrocampista. Nella scelta degli under ha fatto scelte azzeccate, come il talentuoso centrocampista nigeriano Rabiu e il terzino Zanoni (quest’ultimo arrivato grazie alla conoscenza con il ds Giovanni Sartori dell’Atalanta). La serie D è un campionato fatto di grande agonismo e dunque prendere giovani dotati di gamba e qualità è decisivo.
Per quanto riguarda il mister, l’anno scorso il dirigente si era orientato su due profili: emergenti come Zironelli e Franzini o allenatori collaudati come Apolloni, che aveva il vantaggio di conoscere bene la piazza modenese. A Reggio è partito con l’idea di portare Lucio Brando, in uscita dal Fiorenzuola, e una volta sfumata questa opportunità ha deciso di allargare lo spettro delle ricerche anche a timonieri di serie C.
la dirigenza
Tornando alle lezioni impartite dalla serie D, la dirigenza granata ha imparato che l’entusiasmo è una carta che va dosata. Creare aspettative irrealistiche o mandare messaggi contraddittori può essere controproducente. La dissonanza di voci nella scorsa stagione (nella prima parte) aveva avuto talvolta effetti cacofonici.
Tosi e Amadei a Modena hanno vissuto l’estrema variabilità degli umori della piazza, legata alle alte aspettative iniziali e alle difficoltà incontrate strada facendo (che non erano state messe in conto da tutti).
Di certo l’ingresso di navigati uomini di calcio come Amadei e Tosi fa pensare che rispetto alla scorsa stagione ci saranno dei cambiamenti. Il duo è partito in sordina (l’imprenditore non si è nemmeno visto e sentito) ma ci sono già dettagli che rilevano un cambio di rotta, che, ad esempio, sta già portando a una maggiore riservatezza sulle trattative in corso. —
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