Menozzi, re della cantera biancorossa «Soddisfatto e non solo per i risultati»
Il responsabile del settore giovanile della Pallacanestro Reggiana stende il bilancio della stagione appena conclusa «La crescita dei nostri ragazzi resta l’obiettivo principale: i quattro convocati in nazionale Under 20 lo testimoniano»
l’intervista
Tommaso landini
«Se guardiamo a tutte e quattro le squadre, la stagione è andata complessivamente bene dal punto di vista dei risultati. Soprattutto, però, siamo soddisfatti del lavoro quotidiano svolto in palestra, e dei miglioramenti fatti registrare dai nostri ragazzi».
Andrea Menozzi, coach dell’Under 18 e responsabile del settore giovanile della Pallacanestro Reggiana, traccia il bilancio della stagione appena terminata.
Il team Under 14 è arrivata a un passo dall’interzona.
«Si tratta di ragazzi davvero molto giovani, che vengono direttamente dalla Scuola Basket e che, nei primi tempi, hanno un po’ subito l’impatto del loro primo campionato di Eccellenza. Devo però dire che hanno avuto il giusto atteggiamento, recependo nel modo migliore le proposte dei tecnici: ciò ha permesso loro di maturare e migliorare nel corso della stagione. Come è logico, hanno ancora parecchio da migliorare ma posso dire che sono sulla buona strada».
Come giudica l’annata dell’Under 15?
«Dobbiamo tenere presente che si tratta di atleti ancora acerbi, in una fase di crescita sia fisica che di tecnica individuale. Il buon atteggiamento e i miglioramenti riscontrati nel corso dell’anno ci fanno però ben sperare per il futuro».
E l’Under 16?
«Questa è una squadra che, più delle altre, paga il fatto di avere pochi ragazzi con una struttura fisica importante: questo ha influito in modo negativo sui risultati. Come per le altre squadre, però, sono soddisfatto del riscontro positivo ricevuto dal lavoro».
Dopo l’ottima Next Gen Cup disputata, si aspettava qualcosa di più dall’Under 18?
«Non nascondo che si poteva, ponendo maggiore attenzione, fare sicuramente meglio: avevamo le carte in regola per tentare l’accesso alle finali, anche se ovviamente non sarebbe stato semplice. A onor del vero va detto che, nei punti cruciali della stagione, la condizione fisica e gli infortuni di alcuni elementi chiave ci hanno penalizzati».
Diversi ragazzi delle giovanili sono stati aggregati, durante l’anno, alla prima squadra. Cosa può dirci di loro?
«Come è stato riconosciuto sia da Cagnardi sia da Pillastrini, i ragazzi hanno permesso alla prima squadra di continuare ad allenarsi ad un buon livello anche nei periodi di emergenza. Già questo significa molto per noi. Con questi atleti abbiamo continuato un percorso all’interno del settore giovanile, teso soprattutto al miglioramento delle caratteristiche individuali. Un percorso che ha dato i suoi frutti, e di questo siamo felici».
E l’esperienza del play Zampogna alla Bmr?
«A inizio stagione avevamo pensato che un’esperienza di questo tipo potesse far bene ad Alfonso: in effetti sono contento di poter dire che, di partita in partita, si è inserito sempre meglio nei meccanismi della squadra, diventando un giocatore sempre più importante».
Vigori, Cipolla e Dellosto, insieme a Bonacini, sono stati convocati per il raduno della nazionale Under 20.
«Il fatto che, su sedici convocati, ben quattro appartengano al nostro settore giovanile, è davvero una grandissima soddisfazione per noi, soprattutto perché certifica, oltre all’indubbia qualità dei ragazzi, la bontà del lavoro svolto dallo staff tecnico».
Qualcuno di questi ragazzi è già pronto per essere importante in prima squadra?
«Un paio di loro ne ha le caratteristiche: non azzarderei tempistiche certe, però. A questa età è ancora importante rispettare le tappe e i tempi di sviluppo del giocatore».
Per l’estate avete qualcosa in programma?
«Fino al 28 giugno continuiamo l’attività con tutte le squadre. A luglio dovremmo continuare a lavorare con alcuni ragazzi, nell’ottica soprattutto del miglioramento della tecnica individuale. Sarà anche l’occasione per invitare e valutare ragazzi di altre società, in particolare quelle del territorio reggiano».
Come avete preso la notizia dell’addio di Landi? Questa incertezza influisce in qualche modo sul vostro lavoro?
«No, nel modo più assoluto, anche perché le dichiarazioni del patron sono state molto chiare in questo senso: ci ha assicurato il maggior appoggio possibile, promettendo anzi una maggiore strutturazione dell’organigramma aziendale. È precisa intenzione di ciascuno di noi, e prima di tutto di Stefano Landi, lavorare al meglio per avere una società sempre più funzionante, solida e moderna, in grado di attirare compratori seri e motivati». —
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