Reggiana, le prime parole di Amadei: «Voglio fare bene, magari vincere»
REGGIO EMILIA. «Secondo me state esagerando con l’entusiasmo. È molto rischiosa questa faccenda. Diciamo solo che è arrivato uno che insieme agli altri vuole fare bene e magari anche vincere». Queste le prime parole da granata del patron dell’Immergas, che ieri sera ha partecipato alla cena degli sponsor della Reggio Audace in piazza San Prospero.
Amadei non ama il palcoscenico, aveva precisato il ds Doriano Tosi una settimana fa quando vennero annunciate le importanti novità in casa granata. E l’imprenditore si conferma uomo avverso ai proclami e ai riflettori: «Ma quante foto mi sta facendo? Poi scegliete quella migliore?». Intercettato in piazza non si è sottratto però a un commento. «Non sono ancora socio, devo ancora firmare le carte», ha scherzato. Il presidente Luca Quintavalli si è allora rivolto “preoccupato” all’ad Mauro Carretti: «Hai portato le carte?».
L’imprenditore è arrivato accompagnato dal ds Doriano Tosi: «Avete visto? Lo sono andato a prendere a Sorbolo per voi».
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Per il nuovo socio di maggioranza relativa quello di ieri è stato come un debutto in città, nella splendida cornice di piazza San Prospero, trasformata in un salotto dal catering “I Love My Kitchen” di Giulio Bacicchi.
All’evento, oltre agli sponsor, ai soci e ai dipendenti della Reggio Audace, c’era anche il sindaco Enrico Bini di Castelnovo Monti, che si prepara ad ospitare la Reggiana a luglio (insieme a Nicola Simonelli sta lavorando a un programma di iniziative collaterali).
Proprio tre anni fa, il 18 giugno 2016, Mike Piazza irrompeva sulla scena cittadina: dopo una conferenza stampa all’Hotel Posta salì su un palco in piazza Prampolini per inaugurare i suoi due movimentati anni granata. La presentazione di ieri, se così possiamo definirla, è stata di tutt’altro tenore, senza proclami e senza folle. Ma basta quel desiderio appena accennato, «magari vincere», per scaldare il cuore del popolo granata, che da troppo tempo si è dimenticato cosa significa esultare. —
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