Si sono incrociati cinque volte in serie D: ora Vacondio “sfida” Alvini da opinionista tv
L’imprenditore e commentatore parla del nuovo allenatore della Reggiana: «È un sanguigno come me, gli auguro il meglio possibile»
REGGIO EMILIA. «Massimiliano Alvini è un sanguigno come piace a me, tira fuori gli attributi anche nel gestire la panchina durante le partite». Parole e musica sono di Ivano Vacondio, che in passato ha incontrato per ben cinque volte il nuovo mister della Reggio Audace da avversario.
I precedenti vanno dal 2010 al 2012, quando il tecnico originario di Rubiera guidava la Bagnolese in Serie D. Max Alvini era invece al Tuttocuoio, compagine pisana che dal 2008 in poi portò nel giro di sette stagioni dalla Promozione all’allora consolidamento in Lega Pro.
Sul campo non mancò neppure qualche frizione a rendere le sfide ancora più elettrizzanti, ma con i rispettivi incroci che portarono “fortuna” ad entrambi. Nell’annata 2010-2011 la Bagnolese centrò il suo punto più alto in Serie D, con lo storico terzo posto dietro Borgo a Buggiano e Pontedera con annessa semifinale playoff di girone persa in modo rocambolesco al Fratelli Campari contro la Virtus Castelfranco.
Al termine della stagione 2012-2013 il Tuttocuoio targato Max Alvini vinse invece il campionato di Serie D sbarcando nei professionisti in Seconda Divisione di Lega Pro, ma con Ivano Vacondio che si era dimesso dalla Bagnolese proprio al termine della gara di andata. «Penso proprio che avremo modo di rivederci - prosegue Vacondio per entrambi sarà un revival. Ci eravamo un po’ conosciuti, gli auguro di cuore che possa fare il meglio possibile».
Nel curriculum del nuovo timoniere granata la gavetta nelle serie minori e la prepotente ascesa col sodalizio di Ponte a Egola, ma anche le alterne fortune con Pistoiese ed Albinoleffe dove è stato sollevato dall’incarico. «I due esoneri non contano un bel niente- sbotta Vacondio perché ogni stagione fa storia a sé e si riparte dall’inizio. In Serie D il ruolo dell'allenatore è fondamentale, credetemi che lo diventa più si scende di categoria. Parlo per esperienza personale, bisogna far convivere due gruppi all’interno della stessa rosa. Da una parte c’è quello dei giocatori over, dall’altra gli under e giovani per regolamento. Sono due gruppi completamente diversi, per interessi, cultura e tipo di vita privata. Questo è il compito più difficile, dove io in modo un po’ immodesto credo di essere sempre stato bravo. Bisogna catturare le attenzioni dei giovani ed aiutarli a crescere, oltre a stimolare quelli esperti nel farsi seguire ed essere dei punti di riferimento. Poi è chiaro che molto dipenderà dalla squadra che gli allestiranno, compreso il fattore pressioni ed aspettative. Lui è stato a Pistoia dove ancora parlano della Serie A, qui a Reggio Emilia c'è altrettanta voglia di vincere e parecchio seguito anche mediatico ed a livello di informazione. Nella scorsa annata Ivano Vacondio era senza panchina, dopo il biennio alla Folgore Rubiera con secondo posto e spareggi per la Serie D il primo anno e vittoria della Coppa Italia regionale la stagione dopo. Oltre che affermato e carismatico imprenditore, l’ex mister della Bagnolese è da qualche mese anche presidente di Federalimentare. Un incarico di prestigio, ma che lo obbliga a chiudere la porta in faccia al suo amatissimo calcio dilettantistico. «Sono spesso in viaggio e mi divido tra Roma e Milano, oltre alla presenza in azienda. Mi manca tutto, lo spogliatoio, il campo e l'adrenalina della panchina e delle partite. Diverse società mi hanno chiamato per fare il dirigente, ma non è ruolo per me. Continuerò a fare l’opinionista televisivo - afferma Ivano Vacondio dove ammetto di divertirmi». La sfida dunque proseguirà, anche se in modo diverso. Dalla trasmissione Appuntamento Sport su Teletricolore Vacondio si confronterà con il nuovo mister granata. Nella scorsa stagione l’imprenditore non aveva risparmiato critiche e suggerimenti a Mauro Antonioli. —
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