«Mister Max Alvini è un perfezionista Con lui non si gioca con la palla lunga»
Il bomber Colombo parla del nuovo allenatore della Regia «È un vero malato di tattica, in campo si trasforma»
Corrado Colombo in oltre 20 anni di carriera ha masticato molti campi in giro per l’Italia, da teatri di prim’ordine come San Siro fino ai rettangoli verdi di periferia dove si respira il sapore più genuino di questo sport. Da centravanti puro, Colombo ha buttato la palla in fondo al sacco in Serie A, B, C1, C2 e D con squadre importanti come Atalanta, Inter, Torino, Sampdoria, Spezia (un gol contro la Reggiana), Pisa, Pistoiese, Verona e a 39 anni si diverte ancora a bucare la rete in Terza Categoria con l’Hitachi Calcio di Pistoia. Ma se c’è un’esperienza che Colombo fatica a dimenticare è quella vissuta con il Tuttocuoio dei miracoli di mister Alvini. «A 32 anni la voglia di giocare un po’ era passata, ma in Serie D al Tuttocuoio grazie al suo entusiasmo in panchina tornai subito a divertirmi», spiega il bomber classe ‘79, top scorer dei neroverdi di Ponte a Egola con oltre 50 gol in 90 partite tra il 2011 e il 2015.
Lei e Alvini siete molto legati...
«È così. Dopo 5 anni passati insieme al Tuttocuoio, nel 2016 feci di tutto per raggiungerlo a Pistoia».
Ci può dire qualcosa che già non sappiamo di Alvini?
«Fuori dal campo è un signore per bene, molto timido, ma quando entra nelle vesti dell’allenatore si trasforma completamente. Conosce alla perfezioni tutti i giocatori e tutte le squadre di ogni categoria, è un vero “malato” di calcio e di tattica. So che negli ultimi mesi ha girato l’Italia per rimanere aggiornato».
È vero che le sue formazioni sono solite praticare un bel calcio?
«Cerca sempre di fare giocare la squadra con la palla a terra, io non ho quasi mai visto dei lanci lunghi con lui in panchina. Al Tuttocuoio alternava il 4-3-1-2 e il 3-5-2, ma so che negli ultimi anni ha cambiato spesso».
Secondo lei ha le carte in regola per fare bene in un ambiente difficile come Reggio?
«Credo che sia cresciuto molto dopo le esperienze a Pistoia e con l’AlbinoLeffe. Se i giocatori riusciranno ad entrare in empatia con il loro allenatore e viceversa sono convinto che la Reggiana inizierà a divertirsi in allenamento e soprattutto la domenica per poi spiccare il volo. Però mi preme sottolineare una cosa...».
Prego.
«Cercate di trattare bene il mister. So che accettare la Serie D per una piazza come Reggio non è semplice, a volte c’è anche un pizzico di presunzione quando si affrontano certe squadre ma bisogna guardare in faccia la realtà e sapersi adattare. Il Modena quest’anno l’ha dimostrato: vincere non è mai scontato. Per fare un esempio, la stagione in cui è stato promosso il Tuttocuoio ci siamo messi alle spalle realtà importanti come Pistoiese, Massese, Spal e Pro Piacenza perché la forza del gruppo e l’allenatore avevano fatto la differenza».
Tenere a bada l’animo dei tifosi non sarà facile...
«Il consiglio che do ai reggiani è quello di non esaltarsi troppo dopo un paio di vittorie o demoralizzarsi dopo una sconfitta. Conta come si arriva a maggio, non come si parte». —
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