Scaduti i termini per iscriversi alla C: cinque squadre gettano la spugna
Ma altri club rischiano di essere bocciati dalla Figc. La Reggiana ha tempo fino al 5 luglio per chiedere il ripescaggio
REGGIO EMILIA. I tifosi granata dovranno restare con il fiato sospeso ancora per qualche giorno, in attesa di capire quante concrete possibilità avrà la Reggio Audace di poter tornare nel mondo dei professionisti passando dai ripescaggi. I vertici di via Giglioli Valle, anche dopo il k.o. nella finale playoff contro il Modena, si sono sempre dichiarati moderatamente ottimisti su questa possibilità. Entro il 5 luglio la società granata, se davvero come sembra vorrà intraprendere tale strada, dovrà presentare la propria domanda di ripescaggio. Il 12 luglio il Consiglio Federale, dopo aver esaminato tutti i documenti ricevuti assieme ai presumibili ricorsi (da presentare entro l’8) si pronuncerà sulle eventuali società bocciate, decretando quali club saranno riammessi o ripescati in Serie C per completare l’organico da 60 squadre.
Ieri a mezzanotte è scaduto il termine per presentare le domande di iscrizione al prossimo campionato di Serie C: oltre ad Albissola e Siracusa, che avevano annunciato la rinuncia al professionismo nei giorni scorsi, anche la Lucchese ha alzato bandiera bianca assieme al Foggia, neo retrocesso dalla B. Grande incertezza la situazione dell’Arzachena, più no che sì, mentre il Rieti dovrebbe aver presentato tutti i documenti anche se resta a forte rischio bocciatura. Piero Camilli, vulcanico patron della Viterbese (detentrice della Coppa Italia di Serie C), dopo aver annunciato in un primo momento l’intenzione di non voler iscrivere la squadra alla fine è tornato sui suoi passi presentando la domanda d’iscrizione. I posti vacanti in Lega Pro per rinuncia delle aventi diritto saranno colmati tramite la riammissione delle società retrocesse definite come “virtuose”, cioè prive di penalizzazioni derivate da illeciti sportivi o mancati pagamenti entro i termini previsti. Virtus Verona, Fano, Bisceglie e Paganese sono quindi gli unici club che potranno essere riammessi in C anche se resta qualche dubbio sulla situazione dei marchigiani (cessione societaria) e dei pugliesi (problemi allo stadio). Solo in un secondo momento entrano in gioco le squadre di Serie D tramite un meccanismo di alternanza che prevede la successione tra una squadra under 23 di Serie A (non ne risultano al momento), un club di Serie D e una società di Serie C non riammessa (il Fano non sarebbe ripescabile poiché ha già usufruito di tale opzione nel 2016).
I canarini, con la vittoria dei playoff, sono saliti in testa alla graduatoria dei club ripescabili grazie alla somma dei quozienti relativi a risultato sportivo, tradizione sportiva della città e numero medio degli spettatori nelle ultime cinque stagioni. Al secondo posto si trova l’Audace Cerignola seguita dalla Pro Sesto. La Reggio Audace, constatata la rinuncia del Mantova, si contende un ipotetico quarto gradino con il Taranto che molto probabilmente non presenterà alcuna domanda. Dunque per poter essere ripescata, la Reggiana dovrà sperare che tra mancate iscrizioni ed eventuali bocciature del Consiglio Federale (una prima pronuncia arriverà il 4 luglio) siano almeno 7 o 8 le “caselle” rimaste libere in Serie C.
Per iscriversi alla Lega Pro passando dalla porta di servizio servono 300mila euro a fondo perduto (restituiti nel caso la domanda non fosse accolta) ai quali vanno sommati altri 300mila euro di fideiussione a garanzia degli stipendi dei dipendenti, oltre al normale costo dell’iscrizione al campionato che per le nuove società entrati ammonta ad un totale di 105mila euro versabile tramite pagamenti dilazionati. —
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