Potenziare i vivai, ridurre i costi Ecco perché le società ora cercano fusioni e intese
Immaginatevi che Milan e Inter, piuttosto che Roma e Lazio, si fondano da domani in un’unica società.
Come reagirebbero i tifosi all’idea di coalizzarsi con gli eterni rivali? Sarebbe un vantaggio o prevarrebbe il campanilismo?
Con le dovute proporzioni, sono queste le incognite che circolano nel mondo calcistico dei dilettanti, in cui sempre più squadre della stessa zona o del paese accanto decidono di unire le forze in unico team per ragioni tecniche ed economiche.
Nella torrida estate reggiana sono già diverse le compagini che hanno operato in questa direzione.
VIA EMILIA
Dalla stagione sportiva 2019/2020 la Folgore Rubiera cambierà il proprio nome in Folgore Rubiera San Fao, richiamo evidente alla collaborazione che coinvolgerà anche il settore giovanile di San Faustino e Atletico Bilbagno.
«La denominazione ricorda le tre località, poiché con Folgore si fa riferimento alla vecchia squadra di Bagno”. Parola di Fabrizio Tagliavini, ds del team d’Eccellenza.
IL CAOS DEI NOMI
E fa discutere anche la collaborazione tra Scandianese-Casalgrandese, divise da pochi chilometri e che da settembre giocheranno per un unico sodalizio, liberando quindi un posto tra le formazioni del campionato di Promozione.
Come mai non si è però scelto di dare un nome originale alla neonata società?
« Per dare continuità e visibilità alla storia sportiva dei due comuni- risponde Pierluigi Tarabelloni, figura storica del team di Villalunga. In futuro si potrà valutare se pensare a qualcosa di diverso, così come potranno essere coinvolte nel discorso anche Arcetana e Casalgrande, considerata la vicinanza».
VAL D’ENZA
Rivoluzione anche in Val D’Enza dove è nata una nuova avventura che coinvolgerà i settori giovanili di Boca Barco e Bibbiano San Polo. Fabio Allodi ne sarà il responsabile della scuola calcio: «A Barco non riuscivamo a dare continuità alla nostra attività, poiché eravamo in pochi. E’ nata quindi la collaborazione col Montecchio, recentemente interrotta perché i nuovi dirigenti giallorossi preferiscono procedere autonomamente. Sulla base di quest’esperienza ci siamo quindi rivolti al Bibbiano San Polo, che è del nostro stesso comune e che ha piacevolmente accolto la nostra proposta”.
I ragazzi giocheranno però con nome e stemma biancoblù, ed il rischio è quindi quello di perdere l’identità della frazione di Barco: «È un peccato- continua Allodi- ma se c’è dietro un progetto serio e con idee valide l’appellativo e i colori sociali contano poco o nulla. In ogni caso le giovanili continueranno ad alternarsi tra il nostro campo e quello di Bibbiano, in una sorta di alternanza».
CAVRIAGO E CADELBOSCO
Con la prossima cooperazione tra Celtic Pratina e Sporting Cavriago, e soprattutto con l’unione di intenti tra il Cadelbosco retrocesso in Terza Categoria e il Progetto Intesa rimasto in Seconda, la direzione intrapresa è sempre più quella di suonare il campanello del vicino nel tentativo di porgere la mano in un gesto d’aiuto. Tutto giusto, tutto bello, probabilmente persino tutto inevitabile.
E tuttavia, assistere ad una sfida tra le sorelle milanesi e quelle romane in un InterMilan-LazioRoma farebbe quanto meno scalpore. —
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