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Sassari e Milano in ginocchio Supercoppa alla Grissin Bon

Nicolò Valli
Sassari e Milano in ginocchio Supercoppa alla Grissin Bon

Il 27 settembre 2015 i biancorossi di Menetti conquistano il primo trofeo italiano In semifinale cade la Dinamo tricolore, in finale a piangere sono Cinciarini e soci

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Si dice che dopo una grande delusione ci sia sempre una nuova occasione per tornare a sorridere. Il paragone calza a pennello per raccontare le gesta della Grissin Bon del 2015: dopo la beffa tremenda della finale persa contro Sassari, il collettivo biancorosso riuscì infatti qualche mese dopo a regalarsi la gioia di sollevare la Supercoppa Italiana, primo trofeo nazionale nella storia del club.

Nella kermesse torinese del palaRuffini che ospitava finaliste di campionato e Coppa Italia, Kaukenas e soci riuscirono a superare in semifinale proprio la Dinamo, poi nell’atto conclusivo ebbero la meglio della corazzata Olimpia Milano.

Finì 79-78 contro i biancoazzurri campioni d’Italia al Bigi: la squadra di Meo Sacchetti, che in estate aveva salutato 4/5 del quintetto scudettato con Logan unico superstite, riuscì ad annullare il miglior avvio reggiano. I canestri di Eyenga e Stipcevic tennero in bilico la sfida fino all’ultimo possesso, ma i 14 punti di Lavrinovic e i 15 di Gentile furono decisivi per superare gli avversari e prendersi quindi una fetta di rivincita sul Banco di Sardegna.

Al termine della sfida fu grande la soddisfazione da parte della truppa biancorossa per aver raggiunto la terza finale in tre anni, dopo l’avventura in Eurochallenge e la cavalcata ad inseguire lo scudetto. Nella sfida conclusiva del 27 settembre l’avversario fu l’Olimpia Milano dell’ex Andrea Cinciarini, che nell’altro match aveva prevalso su Venezia.

Oltre 200 aficionados partirono da Reggio alla volta del pala Ruffini per spingere la squadra a quel grande traguardo. Dopo un primo tempo in sostanziale equilibrio, furono nel terzo quarto le triple di Stefano Gentile e Amedeo Della Valle a regalare il successo (80-68, il finale) a Reggio.

Della Valle, con i suoi 13 punti e diversi recuperi fondamentali, fu nominato l’Mvp della manifestazione proprio nella città in cui suo padre Carlo si realizzò come giocatore, anche se in tanti avrebbero assegnato il titolo anche a Stefano Gentile che risultò essere il miglior marcatore dell’incontro coi suoi 14 punti realizzati.

Al termine della partita esplose la gioia dei tifosi sugli spalti (tra bandiere lituane e l’indimenticabile “Totalmente dipendente”), della società e dei giocatori, interrotti nei selfie e nei festeggiamenti soltanto dall’onere delle interviste.

Quella squadra rispetto alla sfida tricolore con la Dinamo aveva perso Cinciarini, Diener, Cervi e Mussini, e aveva inserito pedine altrettanto importanti come De Nicolao, Gentile, Aradori e Vereemenko. Non aveva però smarrito identità e coesione, e furono proprio queste le qualità che spinsero il gruppo di Menetti alla conquista del trofeo.

Quello che può essere considerato uno dei roster più completi e forti della storia della società reggiana riuscì durante la stagione a dar continuità al successo torinese, faticando in Eurocup e in Coppa Italia ma riuscendo poi a raggiungere una storica seconda finale scudetto proprio contro l’Aj Milano. —





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