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tennis: wimbledon 

Un italiano alla corte del Re Berrettini sfida Federer e vent’anni di statistiche

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LONDRA. Roger Federer e l’Italia, una storia lunga vent’anni. Oggi lo svizzero affronterà Matteo Berrettini per un posto nei quarti di finale di Wimbledon. Ma il suo legame con il tennis azzurro parte dal 1999, anno della prima convocazione in nazionale e dell’esordio in Coppa Davis proprio contro l’Italia. A Neuchatel, nella prima giornata, Federer batte in quattro set Davide Sanguinetti, facendo già intravedere il talento innato dei suoi colpi. A vittoria già assicurata per gli svizzeri, il giovane Roger si arrende al mancino barese Gianluca Pozzi, stessa sorte di pochi mesi prima con il belga naturalizzato italiano Laurence Tieleman, nel torneo challenger di Heilbronn, in Germania.

Sono le prime due sconfitte di Federer contro tennisti italiani. Non saranno molte altre. L’ultima risale al 2015 ed è l’unica battuta d’arresto in un torneo dello Slam. Al terzo turno degli Australian Open Andreas Seppi, che aveva uno score di 10 sconfitte a zero contro King Roger, compie l’impresa più inattesa alla Rod Laver Arena.

Il bilancio complessivo di Federer contro gli italiani è di 36 vittorie e sei sconfitte (Seppi il più battuto, 14 volte), mentre nei tornei dello Slam Federer vanta un record di 7-1.

Berrettini sarà l’ottavo italiano ad affrontare Federer in uno Slam, dopo Galvani, Starace, Seppi, Fognini, Lorenzi, Bolelli e Sonego. Il romano è anche il primo ad affrontare Roger nella seconda settimana di uno Slam. Proprio quel Federer che due settimane fa, con la vittoria a Halle, ha consentito a Berrettini di entrare per la prima volta in Top 20. Ora la sfida più difficile per Matteo: battere «Il Re» sui prati dell’All England Club che lo hanno visto trionfare per otto volte. —



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