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«Coraggio Milan, testa alta e pensa solo a giocare»

«Coraggio Milan, testa alta e pensa solo a giocare»

Giampaolo si presenta alla vigilia del raduno e conferma l’assalto a Veretout. Maldini: «Vogliamo tenere Donnarumma»

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MILANO. «Testa alta e giocare a calcio». Marco Giampaolo rifiuta l'etichetta di maestro (così lo ha definito Arrigo Sacchi), ma pare una lezione di filosofia calcistica la sua prima conferenza stampa da allenatore del Milan, alla vigilia del raduno e in attesa che la squadra prenda forma, con un mercato all'insegna della sostenibilità economica, e un obiettivo: Veretout. Giampaolo ha fatto nulla per nasconderlo, pronunciando più volte, anche fuori tema, il nome del centrocampista francese della Fiorentina, durante i primi 60’ in pubblico alla guida di una big, dopo quasi vent'anni di carriera.

«Penso di aver meritato questa chance attraverso lavoro, ricerca e sacrificio. Ora devo meritarla con i fatti», ha esordito l'allenatore nato in Svizzera il 2 settembre 1967, ma cresciuto a Giulianova, dove ha cominciato un percorso «fra cadute e risalite», con scelte frutto di «follia e rabbia» come quella di ripartire nel 2014 dalla Cremonese, in C, per tornare in A all'Empoli grazie anche a Sarri, uno degli amici e compagni di cene, come Allegri.

Cinque anni dopo, quando il dt Paolo Maldini lo ha chiamato, ha mollato barca e amici diretti in Croazia, per volare a Milano: «I dirigenti mi hanno detto che diffidano da chi non ha mai sbagliato». Ha convinto l'idea di calcio. «Rispecchia la storia del Milan, è il bel gioco che piace a noi e ai tifosi», ha spiegato Zvonimir Boban assicurando che la scelta dell'allenatore «è stata facile, rapida e superlogica». «Il tempo sarà il mio primo alleato come potrà essere il primo nemico», ragiona l'ex Sampdoria, che misura le parole quando si tratta di spiegare se l'obiettivo è un posto in Champions: «Si guarda a quello, ma lo devo costruire a step. Ci dispiace non giocare in Europa, ma avremo la possibilità di lavorare per creare le condizioni di giocare in Europa nella maniera più seria possibile l'anno prossimo».

L'esclusione per le violazioni al fair play finanziario «dispiace tanto», ha confermato Boban, rassicurando su Elliott: «Sostenibilità non vuol dire non avere ambizioni. Questa proprietà ha molte più ambizioni di quello che la gente pensa, non sarei qui se non fosse così». Per il mercato Giampaolo non ha indicato nomi ma profili, «giocatori di qualità in grado di suonare lo stesso spartito». Sono banditi primedonne, inaffidabili e svogliati. «Donnarumma? L'idea di averlo per tanto tempo è la prima che ci passa per la testa - ha detto Maldini -. Siamo in questa posizione». Cosa ne pensa Giampaolo? «È fortissimo, chiedo pochissime maglie agli avversari; al primo anno alla Samp chiesi quella di Donnarumma. E poi - ha sorriso l'allenatore - Veretout». —



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