«Al lavoro per trovare nuovi soci Sono ottimista: avremo risposte»
Maria Licia Ferrarini, presidente della Pallacanestro Reggiana fa il punto sulla ricerca del successore del patron Stefano Landi
L’intervista
Non è un’estate come le altre, in casa Pallacanestro Reggiana.
Oltre alle solite questioni di routine, la dirigenza è infatti all’opera per cercare forze nuove da inserire nel club che, come annunciato a fine campionato, l’attuale patron Stefano Landi andrà ad abbandonare.
In occasione della presentazione ufficiale di Poeta, la presidente Maria Licia Ferrarini fa il punto.
Come procede la ricerca di nuovi soci?
«Ci stiamo lavorando. Io sono ottimista. È un percorso al quale anche il sindaco Luca Vecchi si sta dedicando. Siamo agli inizi. Oggi (ieri, ndr) è in programma la cena dedicata agli sponsor, un gruppo di imprenditori che ci è stato vicino sempre, incondizionatamente. La prima bandierina l’ha messa Pietro Bernardelli, il patron di Grissin Bon, è spero che gli altri lo seguano. Il dg Filippo Barozzi ci sta lavorando. È da lì che dobbiamo ripartire: da un gruppo di imprenditori capaci e in gamba che vedono nel club l’opportunità di promuovere il loro brand e comunicare il loro affetto verso questo sport e verso la città».
Il basket italiano già da diversi anni sta mostrando segni di sofferenza. La prossima stagione saranno due i club che non si presenteranno al via. Quale potrebbe essere la cura?
«Con la presidenza Bianchi in Lega è iniziato un processo di autoregolamentazione da parte di tutti i club. Si è iniziato un percorso verso una trasparenza molto forte fra tutti noi. Chi vuole recitare un ruolo di primo piano in serie A, deve avere determinate caratteristiche. Lo sport poi insegna che non si vince soltanto per il potenziale economico che si mette in campo, ma per il gruppo che si crea. L’importante è partire da una base di equilibrio e di equità sportiva che deve assolutamente rispettata. Abbiamo visto situazioni che non debbono ripetersi mai più».
A cosa si riferisce?
«Il patron Stefano Landi non l’ha mai detto, ma lo dico io oggi. L’investimento enorme che abbiamo fatto a cinque giornate dalla stagione, cambiando formula e passando al 6+6 per ingaggiare Johnson-Odom, probabilmente non l’avremmo mai fatto se avessimo saputo che Avellino non si sarebbe iscritta al campionato e che a Torino le cose sarebbero andate in quel modo. Abbiamo fatto uno sforzo incredibile per salvarci sul campo. E l’abbiamo fatto con la serietà di Stefano Landi e con la serietà che la società Pallacanestro Reggiana si porta dietro da tanti anni. L’abbiamo fatto, ma non vogliamo mai più farlo. La nostra società vuole traguardare oltre il prossimo anno e quindi aggregare un gruppo di imprenditori e non possiamo certo proporci loro dicendo che nel campionato di serie A succedono determinate cose. Dobbiamo giocare nella trasparenza più totale e nell’equità più totale». —
L.P.
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