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Ecco Max Alvini «La mia Regia saprà stupirvi»

Nicolò Valli
Ecco Max Alvini «La mia Regia saprà stupirvi»

«In Lega Pro, la piazza di Reggio Emilia rappresenta il top Sarei venuto anche in D, ora l’obiettivo sono i playoff»

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Eccolo, finalmente, Massimiliano Alvini. Camicia granata in omaggio alla squadra che sarà chiamato a guidare, il nuovo allenatore della Reggio Audace si è presentato ieri dopo due-tre settimane di freezer. Dovute in parte ai legami contrattuali precedenti e in parte all’incertezza del futuro stesso della squadra granata.

Già, perché la scelta del ds Doriano Tosi è caduta sull’allenatore di Fucecchio quando ancora non si sapeva se i granata avrebbero giocato in D o in Lega Pro. Invero, manco oggi si sa, ma il mood è comunque quello di una squadra che punta ad arrivare tra le prime 10 in serie C.

MANTRA e legami

Entusiasmo e determinazione per una nuova avventura. E’ questo il mantra di Massimiliano Alvini che a Reggio ha subito messo sul piatto la passione che mette nel lavoro. «Non ho avuto molte squadre» dice, e sembra davvero che parli di rapporti umani prima ancora che sportivi.

«Sono molto felice di essere l’allenatore di questo club- queste le prime parole del mister toscano- Due settimane fa il direttore Doriano Tosi mi ha contattato, e abbiamo preso un caffè in un bar di Reggio parlando per tre ore di calcio. Dopo un rapido consulto con famiglia e staff ho dato la mia disponibilità accettando l’incarico, sperando di ripagare la fiducia che la società ha riposto in me. Ho avuto altri contatti ma non ho avuto dubbi, al di là della categoria è un onore allenare la Reggiana: non vedo l’ora di iniziare, e metterò tutto me stesso in questo viaggio».

MODULI E CICLI

Dopo tre anni trascorsi all’Albinoleffe, l’ex tra le altre di Pistoiese e Tuttocuoio illustra i dettagli della trattativa e delinea i primi obiettivi: «Quando ho firmato lo scopo era quello di vincere il campionato di serie D; con la probabile ascesa in serie C cambia il target ma non la volontà di disputare un campionato soddisfacente, lavorando duramente per stupire. Dove ho allenato ho quasi sempre aperto dei cicli medio-lunghi: ritengo la Reggiana un top club della serie C e cercavo una piazza e una città come questa, che mi facesse fare un salto di qualità sotto diversi punti di vista. Penso di essermi meritato la chiamata del direttore grazie ai risultati e all’esperienza maturata in questi diversi anni di carriera». Alvini definisce le caratteristiche che dovrà possedere il suo team, smentendo anche chi vedeva nel 3-5-2 l’unico modulo di gioco attuabile: «Per me il modulo è secondario. Sono aperto a tutto, ma voglio giocatori funzionali e propositivi. Il mio rapporto coi calciatori è totalmente professionale, e chi arriverà dovrà avere l’ambizione e la voglia di migliorarsi, ponendosi quotidianamente delle domande e cercando delle risposte. Mi piacerebbe vedere una squadra aggressiva ma propositiva, che abbia un’identità riconoscibile dai propri tifosi e che scenda in campo ogni domenica come sa».

OVER E UNDER

Nessun accenno ai nomi che circolano in queste ore, anche se l’idea tecnica è chiara: «Il mercato di C è completamente diverso da quello della serie D. Io non sono un allenatore che fa mercato, tant’è che non mi sono mai portato dietro dei giocatori dalle mie vecchie squadre. Mi fido ciecamente del lavoro del direttore (Tosi, ndr) : posso tracciare dei profili tecnici, poi al resto ci pensa lui. Vorremmo creare un mix di 10-12 giocatori over e altrettanti giovani. Nel professionismo il mercato è molto più lungo, ci vuole pazienza perché possono nascere occasioni anche ad agosto, ma quando partiremo per il ritiro avremo già una buona ossatura».

Dalle parole del tecnico di Fucecchio traspaiono onestà e passione, qualità che saranno alla base del nuovo ciclo della Reggiana: «Nel giorno della mia presentazione ho voluto indossare la maglia granata (corretto in corso d’opera dopo averla definita amaranto, ndr) per respirare fin da subito l’atmosfera ed incarnare lo spirito di questi colori. Voglio vivere quest’avventura a 360°, in maniera passionale come sono abituato a fare».

ORRICO e SARRI

Alvini e il calcio, un rapporto che dura dall’infanzia: «Da ragazzo marinavo la scuola per andare a vedere gli allenamenti di Orrico, studiare la sua “gabbia”. Poi , è vero, sono molto legato a Sarri, lo conosco da tanto tempo, da quando entrambi allenavamo in C2, io il Signa e lui la Sangiovannese. Facevamo lunghe chiacchierate, quasi tutte di tecnica e tattica. Ancora adesso ci scriviamo su whatsapp e sono davvero felice per lui, si merita le più grandi soddisfazioni». Presentandolo, il ds Tosi, ha citato Arrigo Sacchi. «Forse - dice sorridendo - perché anch’io non ero granché come calciatore».

L’ultimo pensiero, infine è per il passato: «L’anno scorso ho avuto un problema di salute - dice - che mi ha costretto a stare lontano dal campo per un lungo periodo. Poi, per fortuna tutto si è completamente risolto. La vita mi ha voluto bene e con l’arrivo a Reggio sono stato ripagato dei brutti momenti che ho passato». —





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