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l’intervista 

Milena Bertolini verso il bis in azzurro «Ma la nostra Coppa sarà il professionismo»

Massimo Sesena
Milena Bertolini verso il bis in azzurro «Ma la nostra Coppa sarà il professionismo»

La ct della nazionale femminile sottolinea l’impresa delle sue ragazze ma anche il grande gap da colmare

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«No, non avremmo potuto andare oltre. Siamo arrivate tra le prime otto squadre al mondo e lo abbiamo meritato. Ma fuori da questa ristretta cerchia, vi assicuro, c’erano squadre molto più forti della nostra».

Milena Bertolini è tornata per qualche giorno nella sua Correggio, prima di partire per una breve vacanza. E non c’è dubbio che stavolta come non mai il commissario tecnico e le azzurre meritino una vacanza.

«Contro l’Olanda - dice Bertolini - non ne avevamo più, nelle partite precedenti, le ragazze avevano accumulato una stanchezza fisica e mentale che non potevamo più nascondere».

Invero, il ct della nazionale femminile prende proprio l’Olanda, usandola come un grimaldello dimostrare la sua tesi.

«L’Olanda - ci spiega Milena - è un paese grande due volte la Lombardia, ha meno di 20milioni di abitanti, ma il calcio femminile ha 150mila tesserate, contro le nostre 23mila». Numeri come quelli che hanno dalla loro le ragazze della nazionale Usa, che alzando la Coppa del Mondo hanno sottolineato la necessità di avere una fetta della torta: «Le americane - dice senza troppi giri di parole Bertolini - hanno ragione, hanno più seguito dei colleghi maschi. E hanno ragione a chiedere che il loro lavoro e i loro risultati vengano riconosciuti».

E in Italia?

Milena non ha mai smesso di sottolineare quale fosse la missione delle Azzurre, una volta raggiunto quello che pareva alla vigilia un obiettivo già difficile, ovvero il passaggio dalla fase a gironi a quella dell’eliminazione diretta.

Raggiunto l’obiettivo sportivo – un risultato non scontato visto il gap con le altre nazioni – il Mondiale in cui le sue ragazze hanno stupito tutti va in archivio come un’autentica impresa, ma nell’archivio - quel che hanno fatto Gama e compagne - vuol restarci il meno possibile, per diventare un simbolo di una rivoluzione appena cominciata. Una rivoluzione che punta ad avere, tra tutti, uno sponsor illustre che più illustre non si può, l’Inquilino del Quirinale. Quei doni portati a un Mattarella sinceramente entusiasta - una maglia azzurra e un pallone, entrambi autografati - quei selfie portati via dalle auguste sale del Palazzo non sono soltanto un premio. Semmai un promemoria. Perché loro - le Azzurre di Milena - ora le firme le vogliono davvero. E le vogliono dai politici . All’indomani dell’eliminazione tra gli applausi della nazionale femminile, il numero uno della Federcalcio, Gabriele Gravina si è detto pronto ad accogliere le istanze del movimento, anche se è parso voler mettere in e videnza tutti gli ostacoli che ci sarebbero tra il dire e il fare.

E «la» Milena?

Da reggiana doc le cose le vede molto più chiaramente: «In Italia - dice - c’è una legge, la 91, quella che regola il professionismo sportivo. Occorre cambiarla. E io credo che debba essere fatto in fretta. In un anno».

In realtà, la proposta di legge che punta ad allargare le maglie del professionismo anche all’altra metà del cielo è già in parlamento, dal 2015, a presentarla fu la parlamentare del Pd Valeria Fedeli che però da allora non è riuscita ad ottenere che le modifiche chieste venissero inserite nella legge. Modifiche linguistiche perché “le parole sono importanti”. In questo caso importantissime. «Non si può più aspettare - chiosa la Bertolini - dev’essere riconosciuto lo sforzo che queste ragazze fanno da anni, deve essere riconosciuta la crescita del movimento fatta in questi anni. E soprattutto dev’essere data la possibilità alle ragazze che vogliono praticare con impegno questo sport di poterlo fare. E magari se una ragazza è brava deve poter aspirare a fare la calciatrice di mestiere».

Manca un passo e l’impressione è che la Bertolini voglia compierlo assieme alle sue ragazze e a tutto il movimento.

Dopo le ferie sarà per lei il momento di discutere il rinnovo del contratto: «Il mio contratto con la nazionale - dice - è scaduto. In queste settimane ho ricevuto diverse offerte, ma l’idea è quella di continuare con queste ragazze e perseguire l’obiettivo del professionismo». —



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