Gazzetta di Reggio

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iniziato il ritiro 

Al raduno si fa subito sul serio in campo soltanto staff e giocatori

Andrea Munari

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È iniziato il ritiro della Reggiana. Dopo l’entusiasmo respirato in città insieme ai tifosi festanti davanti al tribunale per l’assegnazione del marchio, staff tecnico e giocatori sono partiti per Carpineti dove svolgeranno la prima settimana di lavoro in altura. E già nel pomeriggio di ieri, davanti ad alcuni tifosi e ad alcuni bambini muniti di bandiere granata, la squadra è scesa in campo, con i giovani aggregati dal vivaio in ritiro per la prima volta con la prima squadra che hanno subito un po’ l’emozione. Si è iniziato subito a lavorare sia dal punto di vista atletico per mettere benzina nelle gambe sia con il pallone, ma è ancora presto per fare delle considerazioni definitive sulla Reggiana che verrà. Dal punto di vista della disposizione tattica, molto dipenderà dal tipo di giocatori che il tecnico avrà a disposizione, anche se dalle prime esercitazioni la strada intrapresa almeno inizialmente è quella del 3-4-2-1 in cui però tutti devono essere in grado di giocare il pallone.

Quello che è stato chiaro fin da subito sono i principi di gioco che avrà la Reggiana targata Massimiliano Alvini: palla a terra, intensità e voglia di riconquistare la sfera appena entra in possesso degli avversari. Lo staff tecnico ha insistito fin da subito su alcuni aspetti che sono fondamentali per riuscire ad esprimersi al meglio, come la postura del corpo, il tempismo con cui smarcarsi e il controllo di palla.

Il tecnico Massimiliano Alvini pretende massima concentrazione durante ogni singolo minuto che si passa sul terreno di gioco e, per questo ha chiesto a chi non fa parte dello staff o della rosa di non stare sul campo.

L’unico giocatore che si è allenato a parte è stato il giovane Alessandro Muro e da oggi inizieranno le doppie sedute, per prepararsi al meglio. —



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