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De Ligt: «Alla Juve per vincere tutto Da sempre suo fan»

Il difensore: «Sono venuto anche per Sarri E dai colleghi italiani devo imparare tanto» 

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IL PERSONAGGIO

Da bambino sognava di seguire le orme di Fabio Cannavaro, di cui aveva anche la maglia bianconera. La Juventus era nel destino di Matthijs de Ligt, che per sceglierla non ha avuto bisogno neppure dell'invito di Ronaldo. «Quando ci siamo affrontati nella finale di Nations League mi ha chiesto di venire, è vero, ma avevo già deciso», rivela l'olandese, che Paratici ha strappato all'Ajax con 75 milioni di euro, cifra monstre per un difensore di 19 anni. «Il prezzo mette pressione, ma non ho problemi a gestirla», dice ricordando che la Juve gioca «per vincere tutto». De Ligt parla già da leader: «Ho esperienza per essere giovane, ma voglio imparare tanto dagli altri perché rispetto a loro ho appena iniziato - dice -. È importante imparare da ragazzi come Buffon, Chiellini, Ronaldo. Una bella sfida». Ad accompagnarlo, nella presentazione alla stampa, c'è tutta la famiglia, nonno compreso. «Per me essere qui è un grande passo, il primo fuori dal mio Paese, all'inizio dovrò abituarmi», spiega il giocatore, partito col resto della squadra per la tournee asiatica senza però Chiellini, bloccato da un problema muscolare. Un peccato, perché avrebbe potuto iniziare a rubargli qualche segreto del mestiere. «L'Italia è famosa per la sua tradizione difensiva», sostiene spiegando di avere scelto la Juve perché «sono sempre stato un suo fan». De Ligt ha scelto la maglia numero 4: «Ce l'ho sin da giovane e qui era libera - aggiunge -. Ho un’eredità da portare avanti, come quella di Montero, spero di esserne all'altezza. Sarri? Ho sentito parlare bene di lui, del modo in cui gioca, della sua filosofia, di come allena e della difesa. È stato un motivo forte che mi ha spinto a venire qui». —

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