Gazzetta di Reggio

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L’estremo difensore granata 

«Mi manda Antonioli» Il portiere ex Ravenna è uno dei più attesi

Luigi Coconcelli

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Lasciarsi bene. Nonostante la mancata riconferma Mauro Antonioli conserva ottimi ricordi e rapporti con la città di Reggio Emilia E la società granata. La riprova? Non solo ha consigliato a Giacomo Venturi di tentare l’avventura, di accettare la proposta della Reggiana. No, si è pure speso con le conoscenze che vanta in seno alla dirigenza per caldeggiarne l’acquisto. Il piccolo segreto, che adesso non è più tale, lo ha svelato lo stesso portiere. Assieme al fatto che di Reggio e della Reggiana gli ha parlato benissimo anche Broso. Venturi ha scelto Reggio facendo un poco arrabbiare il presidente del Ravenna. «Non posso- dice al proposito il portiere- dargli torto, avevo un altro anno di contratto ma la proposta della Reggiana era troppo stimolante, non voleva lasciarmi partire, alla fine abbiamo trovato l’intesa ed addivenuti alla risoluzione del contratto».

Perché Reggio e non Ravenna?

«Mi intriga il progetto tecnico, ho firmato un biennale perché penso possa rappresentare per me un salto di qualità, poi mi stuzzica l’idea di giocare in uno stadio pieno, in questo con il pensiero sono già ai derby con Modena e Cesena».

Che tipo di portiere è Venturi?

«Basta osservarmi per capire che il pezzo forte non sta nel fisico, diciamo che per sopperire mi baso sull’esplosività e sul posizionamento, poi mi piace molto giocare il pallone coni piedi».

Con la nuova regola che prevede la possibilità di giocare con i piedi anche dopo un passaggio in area si divertirà di più…

«Sì ma non bisogna esagerare, non l’ho visto ma ho sentito spesso parlare di Bucci che cerca di scartare Futre in un Parma- Reggiana con il risultato di vedere la palla in rete».

Soddisfatto del girone?

«E molto impegnativo, ero nel b anche il campionato scorso, mi sa che il livello si sia alzato».

Per la Reggiana sarà importante il ritiro, siete quasi tutti nuovi…

«Beh, qualche ragazzo lo conosco, come Martinelli per averci giocato assieme al Bellaria, altri li ho affrontati da avversario. Se devo giudicare dal primo impatto il clima che si respira è bello, c’è voglia di costruire assieme qualcosa di importante». —



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