Gazzetta di Reggio

Sport

I nuovi granata 

Un talento perseguitato dai guai ora Rossi vuole il riscatto a Reggio

Luigi Cocconcelli

2 MINUTI DI LETTURA







Smanioso di riassaporare il campo, di giocare una partita vera dopo anni di traversie. Così si è presentato al raduno della Reggiana Fausto Rossi, il giocatore dal passato più illustre tra i granata e con l’identikit perfetto tracciato da Tosi. Già perché il centrocampista scuola Juventus, oltre che campionati in Spagna, vanta all’attivo presenze anche nei preliminari di Europa League con il Craiova di denis Mangia (due anni fa contro il Milan) e la stagione scorsa con il Lipsia. Rossi è fermo in pratica dall’ottobre scorso, prima una doppia rottura del retto femorale, poi, dopo aver ripreso e disputato cinque partite nel campionato rumeno, la decisione di chiedere la rescissione del contratto per motivi familiari. Mamma malata a Torino ed il desiderio di starle vicino, solo che il presidente del Craiova pone l’obbligo di non potersi tesserare con altra società sino a giugno.

«Mi mi sono tenuto in allenamento con la Juventus che mi ha permesso di aggregarmi e di questo debbo ringraziarla». Rossi, nativo di Torino, è cresciuto nelle giovanili bianconere, non ha avuto il piacere di debuttare in prima squadra, ma è stato in panchina più volte in Champion league. «Comunque mi è servita l’esperienza, la possibilità di allenarmi con tanti campioni ha aiutato la mia crescita».

Guai passati?

«Sì, fisicamente sto bene, mi manca un poco l’intensità, il clima partita, mia madre si sta riprendendo, deve proseguire le cure, ho scelto Reggio e la Reggiana non solo per il progetto tecnico ma anche per la vicinanza con Torino, qualche volta verrà vedermi».

Lei è un centrocampista duttile, dove preferisce giocare?

«Posso giocare in tutte le posizioni, sia in un centrocampo a tre che a rombo davanti alla difesa o come vertice alto, ho già avuto modo di scambiare idee con l’allenatore sul mio impiego, ma per rispetto preferisco non anticipare nulla».

Confidenza con il gol?

«Non tanto, diciamo che mi sono più specializzato in assist, spero comunque di farne qualcuno».

La Lega Pro la conosce?

«Non tanto, per me è un debutto, più che altro la mia carriera si è svolta all’estero, ma non credo ci siano problemi di adattamento, è un’esperienza che mi affascina, ho tanta voglia di recuperare il tempo perduto». L’età gioca a suo favore. A 29 anni mica un calciatore di qualità può considerarsi vecchio. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google