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Quando “Basket city” si tinse di biancorosso per la Final four

N.V.

Dalla vittoria sul Samara in terra russa al 66-55 contro il Gaziantep Poi lo scontro finale contro il Triumf Ljubercy schiacciato per 79 a 65 

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verso il trionfo

C’è l’urlo liberatorio dell’allora team manager Filippo Barozzi. Ci sono i volti sorridenti ed emozionati di Stefano Landi, Licia Ferrarini e Ivan Paterlini. C’è la commozione di Max Menetti, c’è la coppa alzata al cielo da capitan Michele Antonutti. E soprattutto c’è un Pala Dozza, storicamente casa della Fortitudo Bologna, interamente colorato di biancorosso per il primo trofeo internazionale della storia della Pallacanestro Reggiana. Queste le istantanee più emozionanti della finale Eurochallenge del 2014.

Alla sua prima partecipazione in campo europeo dopo diversi anni a seguito dell’ottimo campionato dell’anno precedente, il management reggiano affrontò l’avventura col desiderio di maturare esperienza e vedendovi una possibilità di crescita a 360°. Dopo due gironi eliminatori con squadre provenienti da diverse zone d’Europa i biancorossi riuscirono a qualificarsi per i quarti di finale. Samara, l’avversario nelle top 8, fu eliminata in due gare con il fondamentale blitz in terra russa al termine di un viaggio fiume. Si spalancarono quindi le porte della Final Four, che il sodalizio di via Martiri della Bettola decise di ospitare traslocando però nella vicina Bologna che dispone di un palasport più ampio e strutturato.

Dal 25 al 27 aprile 2014 “Basket City” fu invasa da una marea di tifosi della Pallacanestro Reggiana. Il 66-55 in semifinale ai turchi del Gaziantep con un super Silins consentì a quella squadra, composta da giocatori del calibro di White, Kaukenas, Brunner e Bell, di arrivare all’atto conclusivo.

La domenica circa 5000 reggiani affollarono il PalaDozza grazie anche ai pullman organizzati dalla società e trascinarono la Grissin Bon alla vittoria. Il Triumf Ljubercy, oggi Zenit S.Pietroburgo, fu annichilito: troppo più forte la Reggiana, che si impose per 79-65 trascinata da White e con un Cinciarini nominato mvp. Alla sirena finale memorabile l’invasione di campo dalla curva dietro gli spogliatoi, coi cestisti accerchiati da tifosi a caccia di foto ricordo. Quindi il taglio della retina ad opera del “Cincia” accompagnata dagli “olè” del “Dozza”, le premiazioni con lo speaker Zucchetti a chiamare uno per uno i giocatori e la festa degli spogliatoi, dove persino patron Landi fu colpito dai gavettoni dei suoi atleti.Chi fu impossibilitato a raggiungere Bologna, e chi di ritorno dalla città delle due torri ma ancora pieno di adrenalina: fatto sta che un’altra ondata festante travolse il ritorno del gruppo sotto il ponte di Calatrava.

Nella gara di campionato successiva l’Eurochallenge fu esposta nei pressi della zona bar del “Bigi”, e ancora oggi un’insegna a lato del tabellone ricorda quell’impresa, che diede poi slancio anche per i playoff italiani. Negli anni successivi altri importanti traguardi. —

N.V.

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