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Calcio serie c 

Venturi svela la regola di Alvini «I portieri devono impostare»

Gian Marco Regnani
Venturi svela la regola di Alvini «I portieri devono impostare»

Niente lanci lunghi, chi gioca in porta deve dare il via al gioco della Reggiana «L’idea di calcio del mister è basata sul possesso palla, la stiamo studiando»

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Giacomo Venturi, portiere classe ‘92 arrivato dal Ravenna, è uno degli acquisti più importanti fatti sinora dal ds Doriano Tosi sul mercato e i tifosi granata si aspettano di apprezzare le sue qualità già domani sera (ore 20:30) nella prima uscita contro la Selezione Montagna.

«L’idea di calcio del mister basata sul possesso palla non è facile da apprendere - spiega Venturi -. Stiamo guardando tanti video e facendo delle esercitazioni specifiche: servono grande applicazione e coraggio per metterla in pratica ma percepisco entusiasmo da parte di tutti e questo è un segnale positivo».

La preparazione dei portieri in cosa consiste?

«Stiamo lavorando a livello di forza nelle gambe e svolgendo esercizi in porta su palle alte e altre situazioni».

C’è grande attenzione anche a tavola, non solo in campo…

«La dieta del prof Valentini è molto ferrea. Pasta integrale con o senza condimenti e bresaola o pesce sono i nostri piatti tipici».

Mister Alvini cosa pretende da voi?

«Vuole che siano i portieri a dare il via all’azione quindi ci aggreghiamo spesso al resto della squadra per prendere confidenza con i movimenti del reparto difensivo».

Sta legando con gli altri compagni di reparto?

«Ci aiutiamo e scherziamo tra di noi perché bisogna spezzare la fatica con un sorriso ogni tanto. Sto legando con il mio compagno di stanza Voltolini: è un ragazzo molto serio che si applica tantissimo».

Domenica la tifoseria granata vi ha fatto sentire il suo calore...

«Con la loro presenza al nostro fianco i tifosi ci hanno ricordato l’importanza di giocare nella Reggiana. Prima di uscire li abbiamo salutati con un applauso».

È la sua prima volta sull’Appennino Reggiano?

«Diversi anni fa ero stato in ritiro con il Bologna a Sestola ma questa è la prima volta sul versante reggiano. A Carpineti l’organizzazione non manca: oltre a due campi abbiamo anche un tendone all’ombra e un terreno in sintetico».

Sabato sera al “Maracanà” si è giocata la semifinale del Torneo della Montagna tra Casina e Baiso…

«Non ho fatto in tempo a seguirla ma conoscevo già la reputazione del Torneo della Montagna. Si capisce subito che in questa terra c’è passione per il calcio anche nei piccoli paesi».

Alvini e Tosi hanno parlato di obiettivo playoff. È d’accordo?

«Vogliamo toglierci delle soddisfazioni senza porci dei limiti, questo è fuori discussione, ma preferisco pormi degli obiettivi una settimana dopo l’altra. In campo si va sempre per vincere».

Mauro Antonioli l’ha definita come il miglior portiere della categoria. Secondo lei quali sono gli altri numeri uno del girone B che potrebbero meritare questo titolo?

«Sicuramente c’è Offredi della Triestina (a Reggio nel 2010/11 con Zauli, ndc), ma voglio citare due romagnoli come me: Grandi del Vicenza e Rossi dell’Imolese. Quest’ultimo mi assomiglia poiché non è molto alto ma sfrutta bene la sua grande esplosività».

Tolti i guanti, cosa la tiene più impegnata nella vita di tutti i giorni?

«Sono alle prese con l’organizzazione del matrimonio con Giulia, al mio fianco da 5 anni. Ci sposeremo tra un anno a Faenza, la nostra città».

Pratica altri sport oltre al calcio?

«Sono molto attivo, ma da quattro anni nel tempo libero mi piace praticare soprattutto il golf. Appena avrò un attimo di pausa farò un salto anche al golf club “Matilde di Canossa” a Reggio». —





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