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Basket serie A 

Fontecchio si sente a un bivio «Qui mi gioco la carriera»

Adriano Arati
Fontecchio si sente a un bivio «Qui mi gioco la carriera»

L’ala abruzzese: «Per me è una grande opportunità giocare nella Grissin Bon» Il ds Frosini: «L’accordo è di un anno ma speriamo di poterlo prolungare»

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Un matrimonio che s’era da fare. Ieri Pallacanestro Reggiana ha presentato Simone Fontecchio, ingaggiato la scorsa settimana dopo un inseguimento durato tre anni. Come ricordato dal direttore sportivo Alessandro Frosini, dalla presidente Maria Licia Ferrarini e dal vice Ivan Paterlini, era da parecchio tempo che la società inseguiva l’ala abruzzese. Il corteggiamento iniziò all’epoca della retrocessione della Virtus Bologna, quando Fontecchio si era ritrovato svincolato ed approdò a Milano, dove poi visse tre stagioni di vertice ma con poco spazio.

Quando a giugno è tornato disponibile, Reggio si è fatta avanti di nuovo e dopo il fallimento dell’affare con la Virtus si è arrivati all’accordo annuale. Una trattativa che ha richiesto tempo, perché al giocatore sarebbe piaciuto giocare le coppe e Reggio è ufficialmente fuori da ogni competizione. Ora si parte dal contratto di un anno, che Frosini si augura possa essere solo l’inizio: «Simone è molto motivato. L’accordo è di un anno, ma speriamo che tutto vada bene e si possa andare avanti a lungo insieme. Fontecchio è stato il perno delle scelte di mercato, avevamo pensato ad una squadra con lui e ad una senza di lui. Con lui, sono convinto che la nostra squadra sia più forte».

Anche il giocatore si mostra convinto, e consapevole che per lui questa sia un’annata cruciale per il prosieguo della sua carriera. «È vero, dopo aver giocato l’Eurolega mi sarebbe piaciuto continuare a giocare in Europa. Reggio mi ha dimostrato grande interesse, e so che per me è una grande opportunità. Grande e non scontata, dopo tre anni in cui non ho potuto giocare molto. So benissimo che questo per me sarà un anno importante per far vedere quello che so fare, non vedo l’ora di iniziare». Inevitabile un pensiero, seppur stringato, sul fallito ritorno alla Virtus: «Penso di essere stato un signore, non ho molto altro da dire, si è parlato tanto. Più che al passato si pensa al futuro, a quello che chiederà coach Buscaglia. Conosciamo qual è il suo gioco, ne ho parlato con lui, credo che mi troverò bene con quello che mi chiederà. Posso giocare da ala piccola e da ala forte, posso andare anche sugli esterni, mettere atletismo ed energia. Buscaglia manda spesso gli esterni in post basso, ed anche quella è una cosa che ho sempre fatto. Penso davvero di poter far bene in una squadra con queste caratteristiche. Conosco già bene Poeta, mio primo compagno quando ho debuttato alla Virtus giovanissimo, e Jonhson-Odom, con cui ho giocato a Cremona. Sono bravissimi ragazzi». —



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