«Sessanta anni fa il mio trionfo Questo Cervarezza ha la stessa grinta»
Giuseppe Galassi era nella squadra vittoriosa nel 1961 «Nelle nostre fila soltanto locali e molti erano imparentati»
«La finalissima di una competizione calcistica sfugge sempre a qualsiasi pronostico, specialmente quando si tratta del Torneo della Montagna. Ad ogni modo, se il Cervarezza sarà quello che abbiamo visto in semifinale, credo proprio che il Casina avrà vita parecchio difficile nel cercare di sconfiggerci». Parola di Giuseppe Galassi, diretto protagonista di quello che fu il primo acuto termale nella rassegna appenninica: «Io facevo parte del Cervarezza che ha vinto il Torneo nel 1961 - ricorda l’ex giocatore, classe ’43 - Ero centravanti, ma all’occorrenza potevo benissimo rivestire il ruolo di ala destra».
Come si è concretizzato quel successo? La vostra squadra era tra le maggiori favorite in chiave titolo?
«Possiamo parlare di affermazione inaspettata, perché dovevamo confrontarci con formazioni che sulla carta avevano molto di più rispetto a noi: ad esempio il Castelnovo Monti, ma pure lo stesso Carpineti che abbiamo sconfitto al termine di un'avvincente finale. Ricordo che il nostro organico comprendeva solo e unicamente giocatori locali: tutti giovani di belle speranze, molti dei quali erano addirittura parenti tra loro. Siamo arrivati in fondo con una grande dose di costanza, ma non solo: una menzione va anche all’attenta guida tecnica di mio cugino Sergio Galassi, capace di sfruttare bene le consistenti energie fisiche che avevamo».
In seguito lei ha vestito la casacca del Sassuolo, vero?
«Subito dopo avere vinto il Montagna, il club neroverde mi ha ingaggiato per giocare in D. Terminata quell’esperienza mi sono trasferito alla Correggese, per poi abbandonare il calcio giocato: io infatti continuavo a vivere a Cervarezza, e gli spostamenti giornalieri erano diventati troppo lunghi e faticosi».
L’attuale Cervarezza è più forte rispetto a quello del ’61?
«Difficile fare dei paragoni, perché il calcio degli anni ’60 era in tutto e per tutto differente rispetto a quello odierno. Ad ogni modo, nella squadra di oggi riconosco quello slancio motivazionale che ci portò a vincere lo scudetto appenninico: ovviamente domenica sarò a Castelnovo Monti per tifare biancazzurro, sperando di rivivere l’entusiasmo di quasi sei decenni fa».
Quale sarà la ricetta vincente per avere la meglio sul Casina?
«Mister Cecchi e il ds Bimbi stanno compiendo un lavoro straordinario, e dunque non hanno alcun bisogno di consigli. Gli avversari che affronteremo sono molto tenaci e quadrati, soprattutto per quanto concerne la difesa e il centrocampo: quindi il Casina andrà affrontato senza alcun tipo di supponenza, puntando con decisione sulle migliori potenzialità che ci caratterizzano. In particolare noi possiamo contare su un attacco stellare, che può davvero risultare decisivo».
Tra l’altro, domenica il Cervarezza potrebbe centrare un duplice trionfo: lei intravede buone prospettive in tal senso?
«Credo proprio di sì: spero proprio che il nostro attuale 1° posto nella classifica della Coppa Disciplina venga confermato, perché è un traguardo di primo piano». —
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