Gazzetta di Reggio

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I protagonisti 

Fall non ha fatto rimpianger Aliu «I due gol? Merito di Mangiarotti»

Francesca Romoli

Il capitano del Casina Ferrarini  era alla sua sesta finale «Averne disputate sei  e averne vinta solo una  lascia molta amarezza»  

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È appena calato il sipario sul sessantottesimo Torneo della Montagna che ha visto prevalere con merito il Cervarezza di Luca Cecchi, vittorioso in finale sul Casina di Stefano Chiesi. Ha avuto la meglio la qualità di una squadra che nelle ultime edizioni è sempre stata protagonista, come confermano a fine gara gli stessi giocatori. Uno fra tutti Ameth Fall, che ha sostituito il bomber Aliu senza farlo rimpiangere, anzi siglando una doppietta decisiva: «Il merito della mia doppietta va diviso con Mangiarotti che è stato bravo a creare i presupposti dei due gol. Qualità come le sue in un campionato come questo contano. È stato un bel torneo, vetrina importante per noi giocatori. Devo ringraziare il nostro dirigente Matteo Bimbi che mi ha invitato a partecipare. È stata una vittoria facile, a differenza della finale dell’anno scorso che è stata più tirata. In questa occasione il Cervarezza si è mostrato molto superiore, essendo formata da ottimi giocatori. Il nervosismo a fine partita ci sta, vista l'importanza della posta in palio». Chiamato in causa dal compagno, Christian Mangiarotti risponde con modestia ai complimenti: «Il merito va diviso fra tutti per questo successo. Abbiamo disputato una grande partita. Il risultato non è mai stato in discussione. Anche il nostro pubblico è stato molto importante nel nostro percorso e volevamo fortemente regalare a loro la vittoria. Mi sono innervosito a un certo punto, perché c’è stata quasi una caccia all’uomo nei nostri confronti da parte del Casina: quando una squadra tenta in tutti i modi di conquistare il pallone e non ci riesce, poi reagisce con aggressività. Ma nel calcio c’è sempre una formazione che vince e una che perde. Sono venuto qui per divertirmi, il calcio non deve essere nervosismo. Ecco perché alla fine ho stretto la mano ai nostri avversari. E adesso ce ne andiamo a festeggiare».

Doppia soddisfazione per il capitano Nicola Cani: «Dedico la nostra vittoria ai tifosi che ci seguono sempre e alla mia famiglia. Dopo la sconfitta dell’anno scorso siamo entrati in campo molto concentrati e abbiamo giocato con qualità. È questo ad aver fatto la differenza. Alla lunga i risultati si sono visti. Perché vincere una finale è sempre difficile. Il Cervarezza negli ultimi quattro anni è sempre arrivato in fondo al torneo. Aliu nelle precedenti gare ci ha dato una grossa mano, ma Fall è un giocatore della stessa caratura e sapevamo di poter contare su di lui».

Fa da contrasto la grossa delusione nelle file del Casina. Il capitano Andrea Ferrarini era alla sua sesta finale del Montagna, compresa una in categoria Juniores. Un traguardo che alla luce di questo risultato suona amaro: «Averne disputate sei e averne vinta solo una lascia molta amarezza. Abbiamo giocato questo torneo partita dopo partita, senza mai pensare a dove saremmo potuti arrivare. Abbiamo semplicemente dato tutto. Il rammarico è soprattutto per il nostro pubblico che ci ha sostenuto fino alla fine ed è stato per noi il dodicesimo uomo in campo. Avrebbero meritato un epilogo diverso da questo». Anche per Robert Morani, centravanti partito dalla panchina, era la quinta finale giocata: «Ero già cambiato e pronto ad entrare sul 2-1, ma in quel momento è arrivato il loro terzo gol e, quando sei sotto di due reti e gli episodi non aiutano, diventa molto impegnativo recuperare. E' stata una serata in cui è andato tutto storto. Io non sono stato fortunato in alcuni episodi. Per me era la quinta finale giocata, di cui due vinte, una nei Dilettanti e una nei Juniores. Una l’ho saltata per squalifica». —



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