«Abbiamo scelto di puntare sulle persone ancora prima che sui giocatori»
Roberto Breveglieri è tornato alla Pallacanestro Reggiana come responsabile scouting dopo essere stato vice allenatore nel campionato 2006/07
Novità in casa Grissin Bon è Roberto Breveglieri che ritorna a Reggio con un ruolo tutto nuovo: da vice allenatore della Bipop nel campionato 2006/07, a responsabile scouting.
«Siamo contenti di come ci siamo mossi sul mercato - avverte - abbiamo puntato sulle persone, che è una cosa che viene ancora prima del giocatore. Anche dal punto di vista tecnico però crediamo che questi ragazzi possano integrarsi formando un bel gruppo. Adesso aspettiamo gli ultimi due giocatori, stiamo facendo le nostre valutazioni e puntiamo su elementi che possano inserirsi bene nel roster».
Com’è stato il viaggio con il ds Frosini alla Summer League di Las Vegas, lo scorso mese di luglio?
«Il viaggio in America è sempre molto interessante perché oltre a vedere tanti giocatori dal vivo, puoi analizzare tante cose che in video non puoi analizzare. È utile per prendere contatti e raccogliere informazioni su tutti quegli aspetti che vanno oltre la parte tecnica. La vita di un giocatore, il suo passato, tutte cose che si rivelano determinanti».
Come avete scelto gli americani?
«Li conoscevo, è il mio lavoro. Pardon è un ragazzo molto tecnico che credo ci darà una buona dimensione interna. Ovviamente essendo un rookie, avrà bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi. Upshaw ha giocato in Spagna e Germania quindi conosce già l’Europa e non credo avrà problemi di inserimento».
Cosa guarda per prima cosa in un giocatore?
«Abitualmente faccio per prima una valutazione tecnica ma subito dopo vengono le informazioni personali. Uno potrebbe essere molto bravo ma avere uno stile di vita o un’etica del lavoro negativi e allora non va bene per il nostro progetto. Si cerca di trovare giocatori con caratteristiche fisiche e tecniche giuste per il contesto che stiamo costruendo ma anche con le qualità umane giuste altrimenti può diventare un problema».
In questo momento quali sono le difficoltà del mercato?
«Ci sono giocatori con ambizioni importanti che quindi fino ad ora non hanno valutato squadre come la nostra ma quasi tutti conoscono la Pallacanestro Reggiana, perché il club ha una storia importante anche recente. Sanno che la società solida e c’è una seria programmazione ma in Europa ci sono così tante società che non sempre riusciamo ad essere competitivi».
Quanto tempo ci vorrà perché si assesti il mercato e si possa arrivare in fondo a qualche trattativa?
«Non c’è un tempo, anche perché non dobbiamo più fare i conti solo con le realtà europee ma anche con l’Asia che ha un mercato molto forte con Cina, Giappone e Corea. Anche l’Australia sta migliorando tanto da questo punto di vista. Bisogna avere pazienza, meglio metterci qualche giorno in più ma limitare il margine di errore».
Per essere attrattivi per un americano quanto conta giocare una coppa europea? Le coppe sono viste in modo diverso o basta giocarne una?
«In questo momento fare una coppa fa la differenza perché giocatori e procuratori ci guardano. La coppa in sé fa un po’ meno la differenza. Anche la Europe Cup Fiba che è considerata da tutti meno importante, è comunque una coppa e se la vinci come ha fatto Sassari, dà prestigio. Spero di poterle tornare a giocare con Reggio, un giorno».
La regina del mercato per ora chi è?
«Dico Milano perché conosco bene la realtà e so che dal punto di vista del potenziale economico è inarrivabile e perché quest’anno finalmente hanno fatto scelte puntando non solo sul talento dei giocatori ma anche sulle qualità morali. Giocatori collaudati, esperti di coppe europee ma che hanno valori morali di grandissimo livello».
Per il resto ha visto qualche colpo importante?
«Direi che tutte si sono mosse bene perché le società ora dedicano più tempo allo scouting. Giro molto e incontro sempre più spesso colleghi italiani. Mi pare che il livello del campionato possa salire perché tanti stanno facendo scelte funzionali al progetto che hanno».
Questo suo ritorno a Reggio come lo vive?
«Sono contento perché qui mi ero trovato benissimo, ci avevo lasciato un pezzo di cuore, per me essere stato richiamato è un grande onore. Apprezzo la storia e la dirigenza di questo club». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google