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La notte magica del Mirabello fa rivivere i fasti degli anni ’90

Gian Marco Regnani

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Il primo regalo per festeggiare il Centenario è stato il ripescaggio in Serie C, bello e inatteso.

Il secondo è stato scartato al Mirabello davanti a circa 2000 fortunati e accaldati spettatori: una sfida dal sapore antico contro il club più longevo d’Italia, il Genoa Cricket and Football Club, fondato nel 1893.

Il terzo regalo? Il logo “AC Reggiana 1919” che dal 25 agosto tornerà ad essere cucito su tutte le divise.

Lo stadio Mirabello per un paio d’ore ha rivissuto i fasti degli anni’90, almeno sugli spalti. I cancelli di via Matteotti erano stati aperti anche un anno fa, ma ieri sera in campo fortunatamente c’erano tanti campioni di Serie A, quelli del Genoa, non (con tutto il rispetto) i calciatori di Sasso Marconi, Lentigione e Sammaurese.

Il mondo dei dilettanti ora è alle spalle, quindi non ci si può lamentare se a rincorrere i vari Criscito, Pinamonti, Pandev e Saponara non c’erano Morello e Futre ma Spanò, Varone e Scappini.

La tribuna in versione extra light da duemila posti, tutto ciò che resta (e viene concesso) di un impianto che un tempo poteva ospitare più di 15mila tifosi, ha risposto presente già dalle 19. 30 colorandosi di granata e rossoblù tra bandieroni, maglie e sciarpe.

Le tifoserie di Genoa e Reggiana sono legate da una profonda amicizia ultradecennale portata avanti a distanza poiché l’ultimo confronto ufficiale tra le due compagini risale al 9 maggio 1999 in Serie B, l’ultimo campionato cadetto della storia granata. Prima del calcio d’inizio non è mancata la classica birra condivisa nel parcheggio antistante l’ex Polveriera mentre sul campo il team manager genoano Pellegri ha scambiato alcuni doni con il presidente Quintavalli.

A dieci minuti dal via, Teste Quadre e Gruppo Vandelli hanno aperto le “danze” intonando il coro “Genoa, Genoa” ricoperto di applausi da parte di tutto il pubblico, specialmente quello di fede genoana sistemato nel lato nord della tribuna.

Durante l’arco del match immancabili gli sfottò contro i reciproci nemici Parma e Sampdoria mentre al 33’è arrivato anche il primo coro ligure “Reggiana, Reggiana” seguito dal canto “A Reggio solo la Regia”.

All’intervallo sono entrati in campo due delegazioni miste che hanno srotolato gli striscioni “Una grande amicizia da sempre ci lega, oggi più che mai Genoa e Regia”, firmato TQ e GV, e un altro drappo con scritto “La Gradinata Nord saluta gli amici di Reggio Emilia”.

Erano decine i “portoghesi” attaccati alle cancellate di viale Olimpia e via Mirabello così come non sono mancati i tifosi affacciati a balconi e finestre dei condomini circostanti. Il giocatore più applaudito è stato il millennial Haruna, autore dell’unico gol di marca granata. “Siamo qui per te, devi vincere” il saluto finale della Curva reggiana.

Appuntamento ora a domenica a Crema.

Si inizia a fare sul serio. –





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