Matteo Del Principio studia la formula «per tenere alti i giri» della Grissin Bon
Con l’inizio del ritiro il lavoro del preparatore entra nel vivo «Per me essere a Reggio è un’occasione gigante»
«Un’opportunità gigante, da cogliere 24 ore su 24». Si mostra determinatissimo Matteo Del Principio, nuovo preparatore atletico della Grissin Bon da ieri impegnata nel ritiro vero e proprio a Castelnovo Monti. Il 32enne abruzzese negli anni scorsi si è diviso fra varie discipline, collaborando con tanti atleti di punta del motociclismo così come del basket: nel 2018-19 ha seguito San Severo in A2. In questa stagione si dedicherà completamente alla Pallacanestro Reggiana. «Voglio stare in palestra 24 ore su 24. Ogni momento sarà un’occasione per imparare, ascoltando il giocatore esperto come lo staff, sono contento e onorato di fare questa esperienza, che mi permette di fare un salto importante».
Siete al lavoro dall’8 agosto. Com’è andata sinora?
«Molto bene. Sono stati scelti giocatori con storie diverse ma uniti da una grandissima motivazione e da una grande etica del lavoro, anche se c’è molto lavoro da fare ma è stato facile impostare il discorso, perché da parte di tutti c’è grande disponibilità».
Su cosa vi siete concentrati?
«Sui vari test, che serviranno per personalizzare sempre più il percorso, adesso abbiamo fatto lavoro preparatorio per muoversi in sicurezza. In ritiro a Castelnovo Monti ci concentreremo sull’individualizzazione del carico».
È questa la chiave?
«Il mio compito in questo sport è da un lato quello di valorizzare le caratteristiche dei giocatori, per metterle al servizio della parte tecnico-tattica, lavorando assieme al coach, ascoltando le sue indicazioni».
E dall’altro?
«Seguire le caratteristiche individuali, in base alla storia fisica di ognuno, per potenziare alcuni punti e lavorare molto sulla prevenzione. Ci saranno tanti allenamenti, partite intense, il fattore preventivo avrà un ruolo importante».
L’assenza delle coppe proporrà lunghe settimane di allenamenti. Un vantaggio?
«Come ho detto, anche senza coppe la motivazione non sarà un problema, ognuno è stato scelto anche in base a quello».
Dal punto di vista fisico?
«Una settimana con un volume minore di partite ti permette di curare al meglio il lavoro, concentrandosi sugli aspetti individuali, funzionali e specifici. Ci sarà più tempo per questo, potrebbe essere un vantaggio».
Si annuncia una Reggio aggressiva, in cui l’impatto fisico conterà parecchio. Cosa cambia per lei?
«Uno degli obiettivi è curare al massimo la performance fisico-atletica: con una rosa ampia, una programmazione più semplice, la disponibilità dei giocatori si può fare bene».
Siete in ritiro. Inizia la fase più dura?
«In realtà è la fase in cui si sviluppano dinamiche forti, e a questo credo molto. Lo abbiamo visto con Sassari l’anno scorso, quanto conti la chimica. I dieci giorni del ritiro sono importanti da vivere anche in questa logica». —
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