Nata per correre e picchiare duro ecco la Grissin Bon di Buscaglia
Il team è stato costruito sulle caratteristiche di gioco del nuovo allenatore L’ultimo acquisto Gal Mekel è il play perfetto per mettere in ritmo la squadra
Una squadra fatta per correre, per “mettere le mani addosso”, destinata ad esprimersi bene in campo aperto ma capace anche di far male a ritmi più lenti.
La nuova Grissin Bon uscita dal mercato appena concluso con l’ingaggio di Gal Mekel ha assunto, sulla carta, un profilo davvero intrigante. Ed è una formazione decisamente disegnata sul credo tecnico del suo allenatore, altro elemento non da poco.
Buscaglia ha in mano una rosa adatta all’approccio con cui ha fatto benissimo in questi anni a Trento, basato su un grande impatto fisico, sull’aggressività e sulla duttilità, sfruttando al meglio spesso giocatori atipici e quintetti senza un’identità classica.
Lo staff ha allestito un organico che ben aderisce a questo credo, scegliendo fra giocatori esperti e giovani a caccia di consacrazione o rilancio. L’arrivo di Mekel è perfetto in questo senso, un regista esperto e di grandi letture, capace di scegliere al meglio le cadenze e le soluzioni da sfruttare: Reggio ha tanti atleti di valore da sfruttare in isolamento, ad esempio, che andranno messi nelle condizioni di usare le loro doti. È facile immaginare esterni potenti come Vojvoda e Fontecchio andare spesso spalle a canestro, e un lungo come Upshaw allargarsi per attaccare in velocità rivali più lenti o tirare da tre punti.
Tutto partirà dalla difesa, inevitabilmente.
La rotazione molto ampia e l’assenza delle coppe permetterà sicuramente di tenere sempre al massimo il livello dell’intensità e dell’aggressività, sia dal punto di vista dell’energia spesa sia per i falli da commettere. Come Trento ha spesso dimostrato, quando l’approccio è così di impatto, anche il metro arbitrale si adegua e i difensori possono sfruttare al massimo muscoli e garretti per mandare fuori giri gli avversari, recuperare palloni e alimentare il contropiede. In questo contesto, possono far bene sia un veterano da battaglia come Poeta sia il superstite Leo Candi, difensore di livello superiore che sgravato da compiti in regia potrà pensare maggiormente agli assalti all’arma bianca, in attacco e in difesa.
La qualità e la quantità ci sono, non c’è dubbio. Ora sarà necessario un lavoro di impasto, perché la rosa è variegata e completamente rinnovata, e questo richiederà tempo. Dal punto di vista tecnico, vi sono anche stuzzicanti incognite.
La prima è Johnson-Odom, stella offensiva ma pure il giocatore meno adatto allo stile Buscaglia, almeno teoricamente. Il coach lo ha voluto, le doti tecniche e la potenza atletica non si discutono, gli verrà forse chiesto di rinunciare a qualche isolamento rispetto al solito. D’altro canto, è utilissimo avere una certezza come lui: in caso di difficoltà, può creare da solo, senza schemi né aiuti.
Un altro tema è il tiro da tre punti. Questa Grissin Bon è destinata senza dubbio ad essere una formazione che guarda all’area, che attacca in profondità. Questo è il modo migliore anche per generare spazi sul perimetro, metri da sfruttare per evitare che le difese si chiudano a riccio. L’organico conta diversi buoni tiratori perimetrali, ma nessun vero specialista, e le percentuali potranno essere ondivaghe. Ma anche qui i margini di crescita ci sono. —
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