Infante: "Capitano della Grissin Bon? Penso solo a far gruppo"
Il veterano biancorosso è al lavoro con il team nel ritiro di Castelnovo Monti
REGGIO EMILIA. Per i pronostici è presto, noi vogliamo portare quell’entusiasmo che sembrava un po’ essere venuto meno. Ruolo da capitano? Non è la mia priorità, io voglio creare un gruppo».
Non si sbilancia il veteranissimo Luca Infante, parlando delle prospettive della sua Grissin Bon, ma lascia intendere di avere fiducia nella nuova versione della squadra biancorossa. Una formazione profondamente rinnovata, con solo due conferme dalla tribolata stagione 2019-19 e ben otto novità, fra cui proprio “Infa”.
Novità, nel suo caso, è una parola grossa, visto che si parla di un ragazzo che a Reggio è cresciuto e ha già giocato ben stagioni, congedandosi da capitano. E di un uomo che a Reggio ha messo su casa e famiglia, presenza fissa al palazzetto di via Guasco anche quando era impegnato con altre maglie.
Questa è fisicamente la fase più dura della preparazione. Si soffre?
«Stiamo lavorando tanto e bene, e devo dire che si lavora abbastanza in serenità. È normale che questi siano i momenti più duri, quelli in cui si carica maggiormente, ma siamo tranquilli, concentrati su quello che c’è da fare».
Le gambe devono ancora arrivare?
«Adesso è normale non avete gambe a mille, stiamo mettendo dentro benzina per la stagione, adesso è inevitabile che non ci sia qualità, si lavora su quantità».
Nessuna preoccupazione affrettata?
«In questa fase si fa fatica, la “frizzantezza”, come la chiamo io, manca. La brillantezza è minore. La cosa che mi ha sorpreso in positivo è la voglia di lavorare mostrata da tutti, la voglia di stare concentrati, di ascoltare l’allenatore. Non sono cose che si vedono sempre».
E pian piano, stanno arrivando gli ultimi rinforzi, i nomi pesanti.
«Mekel e Owens sono qui, parlandoci si capisce che giocatori sono. Mekel ha carisma ed esperienza, stesso discorso con Owens, ora aspettiamo Johnson-Odom, lui lo conosciamo bene. Quando ci saremo tutti sarà normale lavoreremo sulla chimica, la preparazione serve a questo».
Attorno a voi, c’è pura euforia, dopo le sofferenze dell’anno scorso. E i tifosi si riscoprono ambiziosi. È d’accordo con loro?
«Per esperienza, non bisogna far proclami. Guardiamo alle ultime stagioni di Reggio, e a diverse annate che ho vissuto nella mia carriera».
Non bisogna sbilanciarsi?
«Per esperienza e per scaramanzia non faccio pronostici. Noi dobbiamo andare partita per partita, dando sempre il massimo. In questo modo si può trovare subito entusiasmo, e creare un gruppo bello solido, con intenti, che voglia andare nella stessa direzione».
L’entusiasmo però c’è, no?
«L’entusiasmo è giusto, e non è che si debba dire che squadra è brutta. Penso che questa sia una squadra costruita bene, ora dobbiamo lavorare noi per trovare l’amalgama. Dobbiamo stare tranquilli e lavorare, poi i risultati li vediamo alla fine. È ovvio che giochiamo sempre per vincere, ma un passo alla volta».
Parole da capitano, verrebbe da dire. Ha pensato a quel ruolo?
«Il capitano lo ero quando sono andato via e in questi anni l’ho fatto altrove».
Le piacerebbe rifarlo?
«Sono tranquillo, ci sono tanti giocatori con esperienza, io sono l’ultimo arrivato. Decideranno club e coach, per me non è obiettivo primario, in tutta sincerità».
Qual è, allora, il primo obiettivo?
«Quello che mi preme di più è creare un gruppo e portare quell’entusiasmo che, onestamente, ho visto era venuto un po’ a mancare».
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