Gazzetta di Reggio

Sport

calcio serie c 

La Reggiana-champagne porta già il marchio di Alvini

Roberto Tegoni

Gioco spumeggiante e attacco fluido non sono però bastati con la Juventus In difesa sono ancora da oliare i meccanismi in vista del debutto in campionato 

3 MINUTI DI LETTURA







La Reggiana entra nell’ultima settimana di precampionato con stati d’animo contrastanti.

Il pareggio con la Juve Under 23 ha il retrogusto amaro della sconfitta conseguente all’eliminazione dalla Coppa Italia di serie C. Un sentimento che viaggia su binari paralleli a quelli della consapevolezza sempre maggiore di essere al cospetto di un “giocattolino” potenzialmente capace di far divertire i tifosi granata.

Mancano cinque giorni all’esordio in campionato.

Sabato si fa sul serio: inizia la ventesima stagione in serie C, nell’anno del centenario. A Reggio sbarcherà un’ambiziosa FeralpiSalò.

Premesso che si tratta pur sempre di calcio d’agosto e che sarebbe sbagliato promuovere o bocciare tout court la squadra a questo punto della stagione, analizziamo una Regia che ha già iniziato a dare indicazioni importanti.

COSA VA

Identità. A un mese dal raduno, Massimiliano Alvini ha plasmato una rosa a sua immagine e somiglianza: mentalità offensiva, pressing alto, profondità, palla bassa, tocchi di prima e tanta corsa sulle fasce laterali. Ergo: gioco spumeggiante e capacità di mettere in crisi anche una candidata al vertice del girone A come la seconda squadra della Juventus.

Qualità. Un’attitudine propositiva è certamente figlia dell’Alvini pensiero, ma senza gli attori in campo anche il migliore allenatore del mondo, da solo, può fare poco. Il ds Tosi, in questo senso, ha lavorato per dare al tecnico diversi calciatori dal piede educato. Perché polmoni d’acciaio e voglia di riscatto vanno bene, ma la tecnica vuole la sua parte. In più diamo il bentornato al gioco sulle fasce: Libutti e Favale si sono dimostrati buoni innesti, aspettiamo Kirwan e Lunetta, complementari ai primi.

Attaccanti. Se è vero che a questa squadra mancano ancora un paio di tasselli (uno in attacco), Marchi (due gol) e Scappini (tre) hanno già mostrato piede caldo in coppa. Pesano gli errori dal dischetto e le occasioni mancate, ma fiuto del gol e intesa per adesso sembrano ben rodati.

COSA NON VA

Si balla. La difesa granata è lenta, forse non ancora al top della condizione, e se presa in velocità la nave ondeggia pericolosamente. Rozzio, Spanò e Espeche sono centrali solidi ed esperti. Sicuramente vanno oliati certi meccanismi come i movimenti di reparto in armonia con i centrocampisti. Arriverà un altro centrale più rapido? Contestualmente alla difesa, un altro cruccio di Alvini è il portiere, che deve essere capace di giocare coi piedi e far ripartire l’azione. In settimana sapremo qualcosa in più sulle condizioni di Venturi e Narduzzo, quest’ultimo alle prese con nuove noie al ginocchio.

Incompiuta. È il rischio maggiore che corre questa squadra, di ballare sul sottile confine tra squadra brutta e vincente e bella incompiuta. Il tifoso medio lo conosciamo: fin quando conta nulla, accetta il bel gioco, ma da sabato sarà feroce, sebbene questo sarà un anno di assestamento. In sintesi: i gol vanno fatti quando è ora per fare punti. Maggiore cattiveria, lucidità e scelte di tempo migliori faranno la differenza, perché questa è una Regia da leccarsi i baffi ma è capace di tutto, nel bene e nel male. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google