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BASKET SERIE A 

«Armonia e voglia di lavorare la Grissin Bon vuole il massimo»

Adriano Arati
«Armonia e voglia di lavorare la Grissin Bon vuole il massimo»

Il vice Federico Fucà sta sostituendo il coach Maurizio Buscaglia, ct dell’Olanda «Stiamo andando bene: siamo tutti qui per toglierci più soddisfazioni possibili»

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«Il lavoro procede bene, il gruppo ha voglia e siamo nella tabella di marcia giusta. Il doppio ruolo di Buscaglia? È una bella opportunità per lui e per tutti noi».

In questi giorni, il viceallenatore Federico Fucà è il responsabile sul campo, per così dire, del lavoro della Grissin.

Coach Maurizio Buscaglia è in Polonia con la Nazionale. Nel frattempo, continua a sentirsi spesso con Fucà e con il resto dello staff, impegnati nel ritiro a Castelnovo Monti.

«Questa è una fase in cui inizi a mettere dentro i primi concetti sia offensivi sia difensivi, assieme a un incremento della condizione fisica e atletica della squadra» racconta Fucà.

Come vanno le cose? Alcuni giocatori, e non da poco, sono appena arrivati o devono ancora raggiungervi.

«Siamo completamente all’interno nella tabella di marcia, manca un mese all’inizio del campionato, da questo punto di vista va tutto bene, non c’è fretta».

I due “nuovi”, Mekel e Owens, sono elementi navigati. Aiuterà?

«Sicuramente sono giocatori esperti, hanno percorso navigato alle nuove spalle, ma anche loro devono inserirsi in un nuovo contesto. Ci vorrà il tempo necessario a conoscersi e a parlare una nuova lingua comune».

Tante novità, un’aria frizzante e il pubblico sogna. Dopo i patemi passati, è tornato l’entusiasmo?

«La stagione scorsa è finita, orma non ha più molto senso pensarci. Questo è un gruppo nuovo, collaborativo, dal primo impatto ha una gran voglia di lavorare e di seguirci».

Quindi?

«Siamo qui tutti per fare il meglio toglierci più soddisfazioni possibili, sia noi sia ovviamente chi segue la squadra.

Ci sono già obiettivi dichiarati?

«L’obiettivo da parte di tutti è sempre quello di fare il massimo, vedremo cammin facendo cosa succederà, sicuramente sia lo staff sia i giocatori hanno un forte desiderio di fare bene».

Buscaglia si è assentato qualche giorno per la Nazionale. Cambia qualcosa per voi?

«Prima di tutto, devo dire che per me non un’esperienza nuova, l’ho già vissuta quando ero a Roma e coach Dalmonte era l’assistente di Pianigiani in Nazionale. E in quei casi le assenze erano ben più lunghe, una volta 25 giorni, una volta un mese».

Nulla di strano, allora?

«Penso sia una grande opportunità per tutti noi, il fatto che l’allenatore sia anche il ct di una nazionale è molto stimolante per tutti».

Nella quotidianità, avete dovuto variare qualche metodo di lavoro, senza Buscaglia?

«No, noi lavoriamo sempre usando il “noi” e non l’“io”, quindi la sua presenza o la sua assenza non cambia molto. Il nostro percorso è studiato nei minimi dettagli, c’è grande sintonia, nulla è stato lasciato al caso ma preparato con cura».

Nessun problema, quindi?

«Stiamo andando bene. Io avevo già lavorato con Maurizio in Nazionale, già lo conoscevo ed ero avvantaggiato. C’è grande armonia, poi parliamo di pochi giorni soltanto. Sino a febbraio non ci si penserà più. E non siamo certo gli unici: pensiamo, oggi, a Sacchetti e Djordjevic con Cremona e Virtus». —





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