Dopo la fuga da Reggio ora Russel Tchewa può debuttare nella Ncaa
REGGIO EMILIA. Ce l’ha fatta Russel Tchewa. Il lungo camerunense cresciuto in Pallacanestro Reggiana e “fuggito” improvvisamente nell’ottobre scorso in Texas, sta iniziando in questi giorni la sua esperienza nella Ncaa. Nell campionato universitario statunitense vestirà la maglia di Texas Tech, dove potrà parlare in italiano con Davide Moretti. Non è roba da poco: il college texano con sede a Lubbock viene da anni al vertice e nella scorsa stagione è arrivato “secondo” assoluto, per così dire, perdendo solo la finalissima delle Final Four contro Virginia. Ora si ripresenta con parecchie ambizioni e fra i ritorni di lusso vi è proprio quello di Davide Moretti, uno dei principali talenti italiani, 21enne play-guardia figlio d’arte reduce da anni da protagonista agli ordini di coach Chris Beard. Al gruppo si unisce ora anche Russel Tchewa, su cui le aspettative sono piuttosto elevate, leggendo la stampa specializzata che segue Texas Tech. Ovviamente sarà necessario un periodo di adattamento, dopo un anno in cui il lungo non ha certo potuto confrontarsi ad alto livello. Sia l’esperienza che il pacchetto tecnico non sono certo elevatissime, è ovvio. Ma le impressionanti doti fisiche e atletiche sono tutte lì da vedere, ed anche in una conference di primissima fascia come la Big12 in molti pensano possa garantire un discreto impatto sotto canestro, grazie a muscoli, centimetri e mobilità. Una conferma, per quanto amarissima, del buon lavoro di scrutinio internazionale fatto da Pallacanestro Reggiana. Classe 2000, nato e cresciuto in Camerun, è arrivato in Italia nel 2015 assieme all’altro promettente connazionale Paul Eboua, ora a Pesaro. Tchewa è stato inserito nel settore giovanile biancorosso, seguito anche nel percorso scolastico. In pochi mesi è riuscito a farsi notare, grazie ai 210 cm uniti a una buona coordinazione, e progressivamente è entrato anche nel giro della prima squadra. Nell’autunno 2018, proprio quando con la società stava iniziando a ragionare di un contratto da “pro”, la fuga in Texas. Una scelta all’epoca difficile da capire, perché fatta pochi mesi prima di aver completato il quadriennio di giovanili che gli avrebbe permesso di poter essere considerato italiano di formazione. Dal primo minuto, l’obiettivo dichiarato del ragazzo e della famiglia era Texas Tech, ma per ottenere una chiamata è stato necessario un anno in una “prep school” pensata per atleti. —
Adr.Ar.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google