Bel calcio e tanta intensità così Max Alvini firma il primo show della Regia
C’è la mano del nuovo allenatore nella grande prova offerta dai granata il pubblico si è spellato le mani per il ritorno di un calcio che mancava da anni
REGGIO EMILIA. Tutti in piedi a spellarsi le mani per questa Reggiana. Quella vista sin qui è una squadra con le idee ben chiare su come affrontare gli avversari e su come impostare il proprio gioco. Questa è una caratteristica emersa fin dalle prime uscite in ritiro e ora gli automatismi stanno migliorando sempre di più. Questa Reggiana è una squadra che se viene lasciata giocare è in grado di schiacciare qualsiasi avversario. Gli undici giocatori in campo si muovono con una puntualità impressionante, dando sempre ai compagni la possibilità di un passaggio facile che porterà poi la squadra ad avere un vantaggio in una determinata zona di campo. E se a tutto questo si aggiunge un’intensità di gioco impressionante per essere solamente a fine agosto, vien da dire che battere la Reggiana, quest’anno, non sarà facile per nessuno. In questo è evidente la mano di mister Alvini che fin dai primi allenamenti in altura ha preparato ogni singolo dettaglio di gioco con una cura maniacale e i frutti di questo lavoro si vedono sul campo. Il segreto e - insieme, il limite - di questa squadra è legato alla condizione fisica dei singoli. Tutti devono esere al top perché appena si cala di intensità, le difficoltà non mancano. Ecco cosa si è visto, sabato, reparto per reparto.
DIFESA
Il reparto ha retto al meglio l’urto con un attacco molto forte, anche se il modo di giocare dei granata porta quasi inevitabilmente la retroguardia a concedere qualcosa. I tre centrali però sono sempre parte attiva della manovra e spesso creano anche superiorità numerica a centrocampo. Si è riscattato anche Voltolini dopo la giornata storta di Alessandria. Il portiere reggiano in un paio di occasioni è stato decisivo, anche se deve essere più convinto nelle uscite perché con la sua stazza non può farsi intimorire dagli avversari.
CENTROCAMPO
Un mix di qualità e concretezza devastante, perché Rossi e Varone sembrano essere stati costruiti per giocare insieme, con il primo sempre in movimento per impostare l’azione e il “puma” a lottare su ogni pallone e pronto a farsi vedere in avanti. Davanti a loro uno Staiti che sta trovando la giusta collocazione in campo e può essere un collante perfetto tra i reparti. Sulle due corsie laterali c’è tanta corsa e se, quando la condizione atletica sarà ottimale, a questa sarà aggiunta anche qualità nei cross saranno guai per gli avversari.
ATTACCO
Con buona pace di Rodriguez, il tandem Marchi-Scappini appare insostituibile. L’ex Feralpisalò è la spalla ideale per ogni bomber di razza: corre, fa movimento e crea spazi in cui un rapace come Scappini va a nozze.
E non è un caso che Scappini i suoi 4 gol che finora ha segnato in gare ufficiali in maglia granata li abbia fatti proprio giocando con Marchi. Anche sabato però i granata nella ripresa hanno sprecato alcune occasioni decisive per chiudere il match, prima del contropiede perfetto del neo arrivato Lunetta, e questo è un aspetto su cui mister Alvini sta insistendo da settimane e che è l’ultimo passo per diventare una grande squadra. —
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