La seconda giovinezza di Lorenzo Staiti «Questo ruolo fa per me»
Il fuoco ardeva ancora negli occhi di Lorenzo Staiti quando il centrocampista classe ‘87 sabato sera è entrato nella sala stampa del “Città del Tricolore” per commentare la prima prestazione dei granata in campionato dopo il ripescaggio in Serie C.
La “iena”, ex della partita, ha aperto le danze contro la FeralpiSalò con una perla di rara bellezza da fuori area, al volo, dopo appena 4 minuti e ha sfiorato la doppietta in almeno un paio di occasioni trovando sulla sua strada le parate di un attento De Lucia.
«Sono contento per la squadra più che per me stesso - sottolinea Staiti -. Abbiamo fatto una prestazione di grande intensità, superando un avversario che nella scorsa stagione è arrivato ad un passo dalla promozione, ma questo non ci deve fare perdere la bussola. Serve equilibrio perché mancano ancora 37 battaglie alla fine di un campionato che per la qualità delle squadre considero alla stregua di una Serie B-2. Godiamoci l’esordio positivo al “Giglio” e l’entusiasmo che ne deriva ma voliamo basso: siamo un gruppo molto forte e tosto a livello tecnico e umano però dobbiamo ancora sistemare i piccoli errori che ogni volta commettiamo».
Questa è stata la sua più bella prestazione da quando veste la maglia granata?
«Non ci penso. Penso solamente a lavorare con grande impegno e credo in quello che faccio. A fare la differenza è l’atteggiamento: giocando sempre così sarà difficile per qualunque avversaria affrontarci».
Il ruolo da incursore a tutto campo che le ha ritagliato mister Alvini, ben diverso da quello ricoperto agli ordini di Antonioli, sembra calzarle a pennello…
«Sì, mi piace molto questa posizione. Mi ritengo un giocatore di gamba, il gol e gli assist sono nelle mie corde. L’anno scorso serviva un lavoro sporco per recuperare i palloni considerata anche la categoria in cui ci trovavamo».
Quanta voglia di emergere c’è nella Reggiana?
«Tantissima. Siamo spinti da forti motivazioni dal primo all’ultimo. La Serie C e il nostro girone in particolare sono un grande stimolo: senza essere presuntuosi posso dire che questo ambiente dà tanta carica, l’importante è non perdere la concentrazione perché al primo errore le avversarie sono pronte a punirci». —
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