Josh Owens ritrova Buscaglia «Vedrete, il coach vi stupirà»
Il nuovo americano della Grissin Bon presentato ieri dal ds Frosini «La sua esperienza ci sarà di grande aiuto in questo campionato»
I più attenti se lo ricordano da avversario con le maglie di Trento e Venezia, mentre altri lo hanno potuto osservare nell’amichevole di domenica a Castelnovo Monti, dove ha dato un assaggio delle sue qualità. Il ruolo di cinque titolare della nuova Grissin Bon risponde al nome di Josh Owens, presentato ufficialmente ieri mattina nella sede di via Martiti della Bettola dal vicepresidente Ivan Paterlini e da Alessandro Frosini. « Josh ha delle caratteristiche tecniche e fisiche di rilievo, oltre ad aver maturato esperienza a livello europeo- ha introdotto il direttore sportivo- E’ un giocatore atletico, verticale, che porta alla nostra squadra giocate spettacolari ma anche impatto a livello difensivo e conoscenza del gioco. Inoltre è una bella persona e siamo felici di averlo qua con noi, si farà voler bene da tutti».
“Sono molto felice di essere in un club con grande storia ed organizzazione, voglio mettermi a servizio del team per ottenere più successi possibili”, le prime parole del pivot americano.
Alla luce della prima uscita contro Mantova, quali sono le prime impressioni?
«E’ stato divertente tornare in campo dopo tempo, anche se siamo ancora in fase di conoscenza reciproca tra noi giocatori. Non avevamo a nostra disposizione Mekel e Johnson Odom, ma abbiamo giocato bene insieme».
Come sta andando la convivenza con Pardon?
E’ un ragazzo interessante e metterò la mia esperienza a suo servizio per dargli qualche consiglio, ma anche lui con le sue caratteristiche potrà aggiungere qualcosa al mio bagaglio tecnico».
Ha ritrovato Buscaglia.
«Da quello che ho potuto vedere in queste prime settimane di lavoro lo stile è quello di quando l’ho avuto a Trento: è un allenatore che punta molto sulla difesa e sull’aggressività, e considerato che questo atteggiamento gli ha regalato grandi soddisfazioni nelle ultime stagioni, vuole giustamente continuare su quella strada».
C’è qualche aspetto del gioco che vorrebbe migliorare ?
«In difesa si può sempre migliorare, facendo di anno in anno uno step in avanti; inoltre vorrei perfezionare la mentalità offensiva per essere più pericoloso, in particolare nel tiro dalla media».
La sua carriera parla chiaro..
«L’anno scorso ho avuto l’opportunità di giocare con Amar’e Stoudemire che ha giocato ad altissimi livelli in Nba; in Turchia ho imparato cosa significa vincere come gruppo non come individualità. A Trento sono cresciuto insieme a una piazza emergente e ad un allenatore che ritrovo con piacere, così come a Venezia ho proseguito il mio processo di crescita».
E della Pallacanestro Reggiana conosce già qualcosa?
«È un team noto anche a livello europeo. La progettualità della società è stata fondamentale per la mia scelta. Anche la città mi sembra piccola ed accogliente».
Hobby fuori dal campo?
«Sono incuriosito dalle cucine di altri paesi. E in genere da cioò che mi fa crescere. Le mie attività preferite restano però tre: fotografare, viaggiare e leggere». —
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