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La Grissin Bon di Buscaglia torna a sudare in città

Un time-out della Grissin Bon durante l'amichevole con il Mantova a Castelnovo Monti
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Un time-out della Grissin Bon durante l'amichevole con il Mantova a Castelnovo Monti

Il nuovo coach biancorosso soddisfatto alla fine del ritiro di Castelnovo Monti: "Ottime indicazioni, questa è una squadra serissima"

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REGGIO EMILIA. La Pallacanestro Reggiana chiude il ritiro di Castelnovo Monti e inizia la preparazione in città alla palestra di via Cassala aspettando che i ranghi siano completi: La settimana sarà preziosa per inserire progressivamente Darius Johnson-Odom, arrivato venerdì scorso, in attesa di riaccogliere anche Gal Mekel, ancora in Israele al fianco della moglie per la nascita del primogenito.

Sabato mattina la squadra partirà poi verso Sansepolcro: il 31 agosto e il 1 settembre la bellissima località aretina ospiterà il primo torneo della prestagione, al debutto la Grissin Bon se la vedrà con la Virtus Roma.

 «Questa è una squadra serissima, dal primo momento ha lavorato con grande senso di responsabilità. C’è davvero enorme serietà, ci sono segnali in questo senso che mi fanno essere contento», ha detto Buscaglia al termi della amichevole di domenica che i biancorossi hanno vinto agevolmente contro la Pompea Mantova (serie A2).

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L’amichevole ha fornito anche diversi spunti tecnici: «Possiamo andare più spesso in post basso, con giocatori come Pardon e Fontecchio. A me piace alzare e abbassare i quintetti, abbiamo tante soluzioni, mi piacerebbe poter giocare anche con i due lunghi Pardon e Owens insieme, ma ci vorrà tempo». Qualche parola anche per Upshaw: «È il collante che ci permette di cambiare i quintetti, con Mantova non aveva soluzioni offensive per lui e ha preso quello che c’era. Penso possa essere utilissimo per aprire il campo col tiro da fuori, col tempo».
Si passa poi a Candi, uno dei più positivi: «È stato bravo, credo possa aiutarci in tanti modi. Lo vedo come play? Come play puro no, in aiuto alla regia come in questa occasione di sicuro sì».

L’ultimo pensiero è per Johnson-Odom, ancora fermo: «È quello che ha sofferto di più, a non giocare», sorride. «Sta lavorando tantissimo per mettersi in pari col lavoro ed è molto carico. Dalla prossima partita ci sarà».

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