«Anche le giovanili granata hanno bisogno dei loro campi»
REGGIO EMILIA. «Come delegato al settore giovanile sono molto preoccupato per la situazione dei campi: per la prima squadra in un qualche modo una soluzione si troverà, ma quale sarà il destino dei nostri ragazzi?».
Altre parole che fanno rumore, quelle rilasciate dal socio della Reggiana Giuseppe Fico, a cui evidentemente non sono bastate le rassicurazioni dell’assessore allo sport Raffaella Curioni. I campi di via Agosti vanno sistemati soprattutto per consentire ai ragazzi del vivaio di allenarsi senza rischiare di farsi male. Se le compagini dell’agonistica sono al lavoro da qualche settimana, nei giorni scorsi hanno iniziato l’annata anche le squadre dell’attività di base con tantissimi ragazzi chiamati ad allenarsi in vista dei rispettivi campionati. Il problema però è sempre lo stesso: la mancanza di un polo unico d’allenamento, in cui poter concentrare le sedute di tutte le categorie.
«In effetti siamo in grossa difficoltà –afferma Vittorio Cattani, responsabile del settore giovanile granata- Avere un centro unico è un grosso vantaggio per più fattori, prima di tutto per il discorso della gestione dei trasporti. Mi è capitato recentemente di parlare con un dirigente del Centro Sportivo e mi sembra ci sia la volontà da parte loro di collaborare; anche la Fondazione per lo Sport sta facendo il suo, ma chiaramente la situazione non è delle migliori. A livello di preparazione ormai siamo a posto eccetto l’annata dei 2010 che comincerà settimana prossima, ma durante la stagione speriamo di poter arrivare a una conclusione della vicenda e arginare questo disagio».
È il segretario generale Nicola Simonelli a portare avanti i discorsi con Comune e Fondazione per sbloccare la questione legata alla storica struttura in via Agosti, ma la partita sembra ancora lontana dall’essere risolta: la Beretti sta usufruendo (previo accordo economico) dei campi del Csi, mentre le altre categorie sono al momento indirizzate altrove.
«Per me tornare a disporre di un centro unico di allenamento sarebbe fantastico, ed è la prima cosa che ho detto ai soci quando sono arrivato- riprende Cattani- Questa è una società ripartita da zero per cui bisogna fare un plauso a tutti gli azionisti che sono riusciti a far ripartire il tutto, ma voglio essere chiaro: come attività di base soffriremo tantissimo a livello di risultati,anche perché dopo il fallimento i pezzi pregiati sono andati via e ci vuole tempo prima di tornare ad essere competitivi. Credo però che con passione e lavoro potremo riuscire nel giro di qualche mese a toglierci delle soddisfazioni. Qualche 2002 sta già giocando con la prima squadra e sono contento dell’entusiasmo che si è creato intorno alla Reggiana, perché si può riflettere anche su di noi».
Cattani, dunque, si unisce al coro delle voci che reclamano con insistenza la fine di questo lungo girovagare e anzi ne fa una questione molto importante ai fini dell’attività da lui guidata: «Ribadisco che la questione campi non è un aspetto da poco: intanto troviamo una soluzione stabile per poterci allenare al meglio, poi nel giro di un paio d’anni arriveranno anche i risultati». —
N.V.
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