Reggiana, superati i 4mila abbonati ancora 10 giorni per battere il record
C’è tempo fino al 7 settembre, ma c’è chi pensa a una proroga: nella stagione 2016/2017 gli abbonamenti furono 5.243
Il patron Romano Amadei può essere soddisfatto: l’obiettivo che aveva fissato per la campagna abbonamenti della Reggiana è stato raggiunto. Nelle ultime ore, proprio mentre Andrea Costa firmava il suo contratto triennale suggellando così una bella storia d’amore tra lui, la squadra che lo lanciò ancora bambino e la sua città da cui partì alla volta della massima serie di calcio, proprio in quelle ore, altri tifosi reggiani rinnovavano il loro atto d’amore, sottoscrivendo quegli abbonamenti che portavano il totale a superare quota quattromila.
Invero, il minimo sindacale. L’obiettivo che si era prefissato Amadei, «Vorrei arrivare a 4mila» disse, tenendosi tra i denti, un avverbio, “almeno” che però era come se avesse pronunciato. Perché in quel momento, la campagna abbonamenti sembrava attraversare una fase di stanca. Poi la macchina delle sottoscrizioni aveva ripreso a macinare nuovi adepti con un ritmo accettabile. Certo appariva lontano l’altro obiettivo, buttato lì durante il ritiro dei granata, dal presidente Luca Quintavalli che aveva detto di voler arrivare a quota 6mila.
«Mi capita spesso - scherza a questo proposito l’amministratore delegato della Reggiana, Mauro Carretti - di dover mediare tra l’entusiasmo quasi incontenibile del presidente e il realismo del patron. Così penso sarebbe un buon risultato arrivare a quota 5mila abbonati». Un numero, quello dei cinquemila abbonati che è piuttosto vicino al record di 5.243 abbonati raggiunto dalla società granata nella stagione 2016/2017, quando la Reggiana passò da Compagni a Mike Piazza, partì con grande entusiasmo ma finì soltanto al quinto posto.
Ecco allora che nell’anno del Centenario, dopo il ritorno in serie C, dopo al riacquisizione del marchio (tutte cose estremamente onerose per i sette soci nuovi della Reggio Audace), sarebbe importante oltreché salubre per le casse granata, battere quel record. E per farlo bisognerà probabilmente abbattere qualche “muro mentale”, come quello dei tifosi che - pensando allo stadio, decisamente sovradimensionato per la categoria, finiscono per decidere all’ultimo momento se andare o no alla partita. Poi quando vanno alla biglietteria trovano la fila ed entrano a partita iniziata.
«Li vedo - dice il segretario generale granata Nicola Simonelli - si attardano a chiacchierare e poi si beccano la fila. Con l’abbonamento questo non succederebbe». Niente fila, niente costi aggiuntivi nemmeno se ci si abbona online. E convenienza: «Pensiamo all’abbonamento di curva. Costa cento euro, ma dopo otto partite (il costo di un singolo biglietto di curva, ndr) il costo è ammortizzato». Discorsi che lasciano il tempo che trovano. E il tempo per sottoscrivere gli abbonamenti scade il 7 settembre, prima della partita interna con l’Imolese, uno dei tanti pseudoderby di cui è imbottito il calendario di questa specie di B2.
«In effetti - commenta Carretti - al di là del derby con il Modena, quest’anno sono tante le partite che potremmo definire, se non veri e propri derby, sicuramente delle partite di cartello , che potrebbero attirare al Città del Tricolore tanti tifosi delle squadre avversarie. Pensiamo al match contro Carpi (il 25 settembre, giorno del centenario granata), Triestina (13 ottobre), Piacenza (1 dicembre) Padova (16 dicembre) Vicenza (primo marzo), Modena (15 marzo), Cesena (25 marzo). Tutte partite - almeno sulla carta - da 10mila spettatori. —
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