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Pallacanestro Reggiana, un milione e mezzo di passivo

Linda Pigozzi
Il Bigi durante la sfida d'Eurocup contro lo Zenit, il 6 marzo 2018
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Il Bigi durante la sfida d'Eurocup contro lo Zenit, il 6 marzo 2018

Invertito il trend degli ultimi anni: nel 2018 cresce la perdita d’esercizio del club, ma il buco è già stato ripianato

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REGGIO EMILIA. E' salito a oltre un milione e mezzo il passivo registrato dalla Pallacanestro Reggiana nel 2018.
Un sensibile calo degli incassi nel 2018 ha portato il passivo del club biancorosso a levitare a 1.509.408 euro, dopo che il bilancio del 2017 s’era chiuso con un buco di un milione e 398mila euro.
Srl a socio unico, sottoposta ad attività di coordinamento e di direzione da parte di Girefin spa (finanziaria che fa riferimento a Stefano Landi, titolare al 100% del capitale sociale), la Pallacanestro Reggiana è una delle poche società cestistiche italiane che non fa coincidere la stagione sportiva con l’anno fiscale, per cui il periodo in questione va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018.
Il passivo registrato alla chiusura è stato interamente ripianato mediate l’utilizzo della riserva istituita in conto copertura perdite.
politica al risparmio
Intrapresa già nelle stagioni precedenti, non è mutata nel 2018 la politica della società che, dopo le ingenti perdite d’esercizio delle annate 2014 e 2015, aveva deciso di andare verso la progressiva riduzione dei costi.
Per tutto il 2018 il club ha tenuto fede ai propositi.
I costi per i servizi (che comprendono, fra l’altro viaggi e trasferte della squadra) sono infatti scesi a poco meno di due milioni e 284mila euro dagli oltre 2 milioni e mezzo del 2017. Calati anche i costi per le materie prime e di consumo (da oltre 186mila euro a quasi 158mila).
Per gli stipendi di giocatori, staff, collaboratori e personale amministrativo e di segreteria, la società ha speso nel 2018 due milioni 167mila euro: decisamente meno di quanto speso l’anno precedente quando s’erano sfiorati i due milioni e 800mila euro. Aggiungendo quanto dovuto per gli oneri sociali e i trattamenti di fine rapporto, dagli oltre tre milioni e 305mila euro del 2017, i costi per il personale si sono ridotti nel 2018 a poco più di due milioni e 671mila.
In linea con il trend registrato anche negli anni precedenti, sale invece il costo relativo al godimento di beni di terzi (che riguarda anche gli affitti delle case per atleti e staff).
costi di sviluppo
Tra le varie voci a bilancio relative alle immobilizzazioni immateriali spiccano in particolare i costi di sviluppo relativi al settore giovanile.
Eccellenza del club reggiano, la cantera ha richiesto nel 2018 una spesa di quasi 690mila euro.
«Il settore giovanile - si legge nel bilancio - riveste da sempre un’importanza strategica. I costi sono stati ammortizzati in quote costanti secondo la loro vita utile che corrisponde a cinque anni».
Ammonta, invece, 442 euro il costo per il rinnovo del marchio societario e a 87mila per l’acquisto dei cosiddetti “diritti di utilizzazione atleti”, che includono anche i diritti d’immagine.
«I marchi - si legge - vengono ammortizzati in quote costanti in 18 anni, mentre i diritti utilizzazione atleti sono ammortizzati in base alla durata residua del vincolo contrattuale per i professionisti e in funzione degli anni che intercorrono allo svincolo per i giovani».
Ammontano poi a 57.469 le spese sostenute dalla Pallacanestro Reggiana per le manutenzioni straordinarie effettuate principalmente alla palestra di via Cassala che ormai da anni è la “base” dell’attività giovanile nonché l’impianto in cui s’allena la prima squadra.
incassi in calo
Se i costi si sono comunque ridotti, ciò che ha influito a inverire il trend e a far salire di nuovo il passivo è stata una sensibile diminuzione degli incassi (oltre 440mila euro, in totale).
Gli incassi da botteghino e dalla vendita degli abbonamenti sono passati dal milione e 473mila del 2017 al milione 352mila euro del 2018.
Il motivo? Nella primavera del 2018, la Grissin Bon, allora allenata da Max Menetti, aveva sì centrato la semifinale d’Eurocup portando centinaia di tifosi al Bigi ma non s’era poi qualificata ai playoff, trovandosi anche fuori dall’Europa la successiva stagione 2018/2019. Gli abbonamenti venduti per quell’annata - che, come detto, non comprendeva le gare di coppa - poi non raggiunsero quota tremila.
Sono inoltre scese le sponsorizzazioni, passate dal milione e 332mila euro al milione e 159mila euro. In calo anche gli incassi pubblicitari (da1.203.102 a 1.035.395 euro). La mancata partecipazione al playoff e l’autunno di sofferenze del team 2018/19, affidato al tecnico Cagnardi, ha poi portato a un crollo degli incassi della vendita dei gadget e del materiale sportivo.
Dopo il boom del 2016 e del 2017, lo stoRE e il punto vendita al Bigi hanno registrato un deciso calo delle vendite. Il giro d’affari del merchandising del club è passato infatti dagli 81mila euro del 2017 ai 54mila del 2018. Unica voce in crescita per quanto riguarda i ricavi delle vendite e delle prestazioni a bilancio 2018 è quella relativa ai diritti radiotelevisivi cresciuti da poco più di 80mila a oltre 129mila euro.
la copertura
Come disposto in fase di approvazione di bilancio, la perdita d’esercizio è stata ripianata ricorrendo alla riserva, costituita negli anni, per la copertura di perdite future.
Non sarà l’ultimo sforzo compiuto di Stefano Landi, che, nell’annunciare nel maggio scorso l’intenzione di cedere la società al termine della stagione in corso, ha comunque garantito che avrebbe portato la situazione debitoria a quota zero.

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