Le società con il loro “daspo” per gli spettatori sgraditi
Sulle pagine dei giornali, sportivi e non, in questi giorni tiene banco l’episodio che ha coinvolto il nuovo centravanti dell’Inter Romelu Lukaku, oggetto di cori razzisti durante la partita contro il Cagliari. L’episodio ha innescato un dibattito sulle contromisure che esistono per arginare il fenomeno.
Come possono le società tutelarsi e rendere lo stadio un luogo sempre più sicuro? A questa esigenza è venuta incontro la riforma voluta dalla Figc nel 2017 in materia di diritto sportivo, con l’introduzione del “Codice di gradimento”.
Ogni tifoso che sottoscrive un abbonamento, e quindi è possessore della Fidelity card, oppure semplicemente acquista un biglietto, accetta e si impegna a rispettarlo. Conseguentemente la società avrà la possibilità di applicarlo se lo stesso si rende autore di comportamenti che lo infrangono, con sanzioni che possono partire dall’esclusione per una singola partita, al divieto di assistere alle partite casalinghe fino a 3 anni o fino alla revoca della Fidelity Card come sanzione accessoria al Daspo.
Già a partire dalla stagione 2017/2018, inizialmente senza obbligatorietà, la Lega Pro attraverso il Progetto 3P ha chiesto alle società di Serie C di dotarsi del Codice di gradimento, ovvero un istituto di natura privatistica che conferisce alle società sportive la facoltà di impedire ai tifosi, che non ne rispettano i principi, l’acquisto di biglietti ed abbonamenti.
La Reggiana sin dagli esordi del Progetto 3P è stata una società all’avanguardia su questo tema, adottando immediatamente un codice di gradimento e istituendo l’ufficio Slo (supporter Liaison Officer).
Le sanzioni più severe sono previste per «comportamenti violenti, offensivi, minacciosi, discriminatori anche perpetrati sui social media», passibili di esclusione dal Città del Tricolore fino a 3 anni.
«Ogni comportamento che possa ledere l'immagine della società ivi compreso l’utilizzo di social media» può portate a uno stop di un anno. Potranno essere ripresi ed eventualmente espulsi dallo stadio anche più semplicemente i tifosi che traviseranno la propria identità, non occuperanno il proprio posto o si siederanno a cavalcioni sulle ringhiere ed i parapetti, con sanzioni che variano dal richiamo alla sospensione per 6 partite. —
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