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volley femminile: gli europei 

Serbia ancora troppo forte Le azzurre si arrendono

Alberto Dolfin
Serbia ancora troppo forte Le azzurre si arrendono

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«Questa volta l’abbiamo persa noi». Nelle parole della capitana azzurra Cristina Chirichella c’è tutto il rammarico per una semifinale europea sfuggita via senza riuscire ad esprimere il proprio miglior volley. Nell’ottobre dello scorso anno, sempre contro la Serbia, una super Italia si era arresa soltanto al tie-break della finale mondiale in Cina. Ieri nel penultimo atto del torneo continentale ad Ankara Boskovic e compagne sembravano meno inarrivabili, eppure l’esito non è cambiato: 3-1 (25-22, 25-21, 21-25, 25-20) per le ragazze di Terzic.

Tante, troppe imprecisioni che hanno permesso alle campionesse iridate e continentali di rimontare nel primo set e di far loro anche il secondo, approfittando di un’Italia meno incisiva delle ultime uscite e disattenta soprattutto al centro. Paola Egonu pativa il confronto contro l’unico opposto che può contenderle la palma di migliore al mondo, Tijana Boskovic, e commetteva errori non da lei, cercando di trovare la chiave per superare il quasi invalicabile muro serbo. Dall’altra parte, invece, a farla da padrona era Stefana Veljkovic, stella dell’Agil Volley Novara e compagna fino allo scorso anno della ventenne di Cittadella.

Nel terzo set, l’Italia aggiustava la mira in battuta e migliorava in ricezione. Poi ritrovava la sua leader Egonu, che firmava in prima persona il punto del 25-21 per provare a riaprire la partita. La Serbia però cambiava subito marcia e partiva forte nel quarto set, in cui le azzurre tornavano a commettere le imprecisioni dei primi due parziali. Per la formazione slava si spalancavano così le porte della terza finale continentale e oggi l’obiettivo è di calare il tris dopo i trionfi del 2011 e del 2017: l’ultimo ostacolo sarà la Turchia di Giovanni Guidetti. Dopo i tre argenti con Germania (2011 e 2013) e Olanda (2017), il tecnico modenese farà leva anche sulla spinta del pubblico amico per salire l’ultimo gradino mancante e prendersi la rivincita su Terzic che l’ha già battuto 2 volte nell’atto conclusivo europeo.

La Polonia, invece, contenderà il bronzo all’Italia, vogliosa di ritornare sul podio europeo da cui manca dall’oro nel 2009 in Polonia. «Sarà un’altra battaglia – dice capitan Chirichella -. Questa squadra è grandiosa, ha tante giovani e può crescere tanto». Tra un anno potranno dimostrarlo anche a Tokyo sul palcoscenico olimpico, in cui le azzurre non sono mai riuscite a vincere una medaglia. —





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