Gazzetta di Reggio

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Mattinata all’immergas 

La Reggiana in visita al regno di Amadei «Voglio il massimo»

Jacopo Della Porta
La Reggiana in visita al regno di Amadei «Voglio il massimo»

L’imprenditore, tra una battuta e l’altra, lancia un messaggio «Vincere il campionato? Perché non dovremmo provarci?»

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«Per la Reggiana Hip! Hip! Urrà. Hip! Hip Urrà». Così ieri poco dopo le 10 Romano Amadei ha fatto irruzione nella sala conferenze della Immergas di Lentigione, dove ad attenderlo c’era tutta la squadra granata e lo staff tecnico.

Lentigione, Brescello e Modena, sono stati ospiti dell’azienda della famiglia Amadei regolarmente. Ora è la volta della Reggiana.

Il direttore marketing Ettore Bergamaschi, affiancato dal socio Alessandro Carrà, ha snocciolato i numeri dell’azienda di caldaie: poi i calciatori sono stati portati in tour nei reparti dell’azienda. Quattro ore di immersione totale, durante la quale i granata sono rimasti attenti e in silenzio, come una scolaresca molto educata. Una mattinata utile per capire con chi hanno a che fare.

Amadei, particolarmente in vena, ha regalato diversi momenti di ilarità, ma alla fine il messaggio veicolato in modo diretto e indiretto è stato inequivocabile. «Vogliamo, desideriamo, pretendiamo, come azienda sponsor che ha il marchio sulla maglia che ce la mettiate tutta».

Per un imprenditore che insieme a due soci ha tirato su un’azienda dal nulla, portandola a 300 milioni di euro di fatturato, con l’obiettivo di arrivare a mezzo miliardo, l’importante non può essere mai soltanto partecipare. «Volevo che voi veniste qua per captare un po’ dello spirito che c’è qui, in questa azienda bella, ordinata...».

Nella visita guidata i giocatori hanno potuto ammirare l’elevato livello di innovazione tecnologica dell’azienda, ma anche rendersi conto della fatica e dell’impegno di chi lavora nei reparti produttivi. «Nel 2018 abbiamo investito 6 milioni di euro per il nuovo centro di ricerca - ha ricordato Bergamaschi - e la prossima settimana inaugureremo un nuovo stabilimento in Cina. Questo perché in un mercato competitivo chi si ferma è perduto».

Il momento più intenso è stato la proiezione di un filmato sulla drammatica alluvione del dicembre 2017. Un mese dopo essere stata ricoperta dal fango l’Immergas si è rimessa in piedi e ha spedito la prima caldaia. Di quei giorni si ricordano le immagini di Romano Amadei e del figlio Alfredo al lavoro con gli stivaloni nell’acqua. Una dimostrazione spettacolare di resilienza, attitudine fondamentale anche nello sport.

«Da piccolo giocavo a calcio davanti alla chiesa - ha detto Amadei - Ho fatto un provino per andare in Terza Categoria ma non mi hanno preso. Un’esperienza importante perché mi ha fatto capire che non puoi fare sempre quello che vuoi. Beati voi, invece, che siete arrivati a giocare alla Reggiana». E poi ha aggiunto: «Dove dovrete vincere il campionato, naturalmente detto tra di noi...».

Nel suo discorso l’imprenditore ha ribadito che si aspetta un bel risultato. «Se non andiamo almeno ai playoff dobbiamo fare una penitenza. Facciamo 40 chilometri a piedi in salita? Va bene?». E di fronte al silenzio dei giocatori ha aggiunto, facendo scoppiare tutti a ridere: «Questi non mi piacciono, vendiamoli a gennaio!».

Amadei sa che ci sono altre squadre sulla carta più attrezzate. «Ma noi ci proviamo fino alla fine. Perché no?».

A Spanò e compagni l’imprenditore ha chiesto di «comportarsi bene e di essere leali». Entro certi limiti però: «Leali ma non stupidi».

Insomma, sportivi e corretti, senza perdere la voglia, metaforicamente parlando, di sgomitare un po’ . —





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