Decreto sicurezza ambiguo e i tifosi diffidati in passato non riescono ad abbonarsi
I tifosi granata che non possono accedere allo stadio, perché sottoposti a Daspo, sono 107 (4 dei quali comminati per episodi legati al basket).
Ma oltre a questi ce ne sono tanti altri che non riescono ad abbonarsi per un problema legato al decreto sicurezza “Salvini bis”. La legge recentemente approvata dal Parlamento ha previsto una “Black List” per le persone che in passato hanno ricevuto il divieto di assistere alle manifestazioni sportive.
Il decreto, ad una prima lettura, sembrava impedire a questi tifosi di acquistare gli abbonamenti, poiché nel testo viene espressamente vietato l’acquisto di “titoli d’ingresso a partite di calcio a tariffe agevolate” anche a chi nel passato è stato destinatario del provvedimento di allontanamento dagli stadi.
Non è servita a sbloccare la situazione nemmeno la successiva circolare interpretativa inviata alle società e alle questure, in cui si chiariva che i titoli stagionali non rientravano nella fattispecie di legge, permettendone la vendita.
Alcuni tifosi granata si sono presentati ai botteghini e non hanno potuto comunque acquistare l’abbonamento in quanto riconosciuti come “indesiderati” dal sistema di emissione (nonostante la circolare abbia specificato che in realtà avrebbero diritto ad acquistare l’abbonamento).
In Serie A alcune società, che avevano aperto la campagna abbonamenti prima dell’approvazione del nuovo decreto, si sono viste costrette a rimborsare l’acquisto dell’abbonamento ai tifosi coinvolti.
Risulta evidente quindi che un numero consistente di tifosi, granata e non, hanno dovuto rinunciare alla sottoscrizione o sono stati scoraggiati all’acquisto. Potranno comunque comprare i singoli tagliandi.
L’avvocato Fabrizio Ciuffreda, delegato alla Sicurezza della Reggiana da tre stagioni e consulente legale di Andes (Associazione nazionale delegati alla sicurezza), fa chiarezza su questo argomento: «È chiaro che l’intento del legislatore fosse di scoraggiare l’accesso alla stadio di alcune tipologie di tifosi, ma questa sorta di perbenismo legislativo non mi convince: la sanzione serve proprio per cancellare gli effetti di quanto commesso, quindi spirato il termine previsto non possiamo più avere pregiudizi sul comportamento futuro del tifoso altrimenti ammettiamo l’inutilità della sanzione».
Tra l’altro recentemente è stato introdotto il codice etico che consente alle società di lasciare fuori i tifosi sgraditi, dunque il decreto sicurezza, rispetto a questo tema, crea una sovrapposizione, che contrasta con l’intento di responsabilizzare le società.
I tifosi della Reggiana si sono spesso lamentati del numero elevato di Daspo ricevuti negli anni recenti. «Non ho mai avuto la sensazione da colleghi o addetti ai lavori che i tifosi reggiani fossero percepiti negativamente come tifosi violenti - dice l’avvocato Ciuffreda - al più come profondamente passionali e legati alla città di Reggio Emilia. Siena fa storia a sè, solo chi c’era può capire quella giornata».
Questa stagione riserva molti derby, che saranno contraddistinti da un numero elevato di spettatori. «Siamo molto felici di potere ospitare così tanti derby nel nostro stadio - conclude il delegato alla sicurezza - la nostra Informativa ospiti (un documento illustrativo della partita che mandiamo allo Slo dell squadra ospitata, ndr) titola: “Per noi la tua passione sportiva è sacra”. A riprova che capiamo cosa voglia dire tifare i propri colori sociali. Nel totale rispetto delle regole ci aspettiamo delle grandi feste di sport e ci impegneremo affinché tutto si svolga per il meglio». —
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