Il patron del Carpi Stefano Bonacini «I soci della Reggiana sono da applausi»
Parla mister Gaudì, per mesi vicino al Modena e ai granata «Prendere in mano la squadra in serie D non era facile»
Reggiana – Carpi di mercoledì sera è una partita piena di spunti. È la gara del centenario, un match di alta classifica (tra due squadre a 11 punti e due lunghezze dal Padova), un derby emiliano. Ma è anche la gara di Stefano Bonacini, l’imprenditore che da 11 anni guida il Carpi e che in estate è stato dato in procinto di entrare nel Modena o nella Reggiana.
Il Carpi nei pronostici, un po’ come la Regia, non era considerata una squadra di prima fascia. Stupito di questo avvio?
«Dopo cinque partite andrei piano a fare bilanci e dire se abbiamo stupito o meno. Però la squadra ha valori importanti. Quattro o cinque giocatori stanno rispondendo molto bene e i nuovi che arrivati si stanno completando bene con quelli che c’erano».
Vano è capocannoniere del girone con 5 reti. Dimostra di essere un attaccante di alto livello.
«Vano è un giocatore da B, ma da alta fascia in B. L’anno scorso quando lo abbiamo scelto vidi un filmato e si vedeva subito che era un giocatore forte. Dunque il suo rendimento in C non mi sta stupendo. Nonostante sia un classe 1991 credo non abbia ancora espresso tutte le sue potenzialità».
Dunque lei partecipa alla scelta dei giocatori?
«Non vado a vedere le partite perché faccio un altro lavoro. Ma con i mezzi di oggi si possono visionare i giocatori. Nel filmato che ho visto mi sembrava di vedere Lasagna. Non dimentichiamoci che a Carpi sono passati Inglese, che al Parma sta facendo molto bene, Verdi che è al Torino, Lasagna che ora è all’Udinese…A Carpi sono passati giocatori importanti che stanno facendo la storia della serie A . Diciamo che li abbiamo scelti bene».
Il Carpi ha già incontrato Padova e Vicenza, corazzate considerate le favorite alla promozione, e avete pareggiato. Che impressione ne ha avuto?
«Sono due organici molto importanti, che non hanno badato a spese. Il Padova mi sembra più compatto, meno effervescente del Vicenza che invece ha tre o quattro giocatori che possono risolvere la partita da soli. Però il Padova è sornione e se va in vantaggio si chiudono bene».
Chi è favorito per la vittoria finale?
«Diciamo che i valori iniziano a delinearsi ma nel girone di ritorno verrà fuori anche la Triestina».
E la Reggiana dove la colloca?
«Squadra forte, arriverà tra le prime tre o quattro. Ha un bel gioco e sappiamo che mercoledì sera sarà difficile».
Bonacini, questa estate ha messo in vendita il Carpi…
«Dopo 10 anni, dove siamo passati dalla serie D alla serie A mi sono reso conto che si era chiuso un ciclo. Siamo retrocessi male, sono state sbagliate diverse cose. Volevo tornare in azienda a tempo pieno. Non abbiamo avuto la possibilità di venderla a chi avesse i requisiti giusti. Siamo qua e siamo contenti di andare avanti».
Si è parlato molto di lei anche come possibile socio di Modena e Reggiana.
«Guardi è la prima volta che parlo dopo la conferenza stampa di questa estate. Non voglio stare qua a continuare a smentire cose. Il Modena e la Reggiana hanno due bellissime proprietà, con industriali di livello. Faccio i complimenti ai soci reggiani che hanno preso la squadra in serie D: non era facile assumersi quell’onore. Tra l’altro so cosa vuole dire fare i soci di una squadra nella propria città, dove si è sempre sul banco degli imputati».
Mercoledì sarà a Reggio?
«Naturalmente sì, al di là del risultato, sarà una serata importante per i festeggiamenti del centenario della Reggiana». —
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