Gazzetta di Reggio

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buon compleanno 

Cara Reggiana ora puoi guardare al futuro con fiducia e potrai sempre contare sulla città al tuo fianco

LUCA VECCHI

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LUCA VECCHI

Cento anni di storia sono, in ambito sportivo, un traguardo che solo poche società riescono a raggiungere e, proprio per questo, il compleanno della Reggiana è un evento da festeggiare degnamente. Ogni tifoso, ogni sportivo, mi verrebbe da dire ogni cittadino di Reggio Emilia ha, impressa nella mente, un’immagine simbolo che lo ricollega ai colori granata.

Nessuno, neanche un sindaco, è immune da ricordi che lo ricollegano ai campioni della sua giovinezza: resto affezionato ad alcune istantanee degli anni ‘80 e dei primi ‘90: la grinta di Eberini fra i pali, la classe di Matteoli, le trasferte a Parma per il derby. Moltissimi hanno ben impresso, ovviamente, il capitolo più glorioso della nostra storia: la cavalcata dalla serie C alla serie A sotto la guida di mister Marchioro. Furono, quelli, anni febbrili, una entusiasmante serie di risultati che si concluse, idealmente, con la vittoria a San Siro contro il Milan grazie al gol di Max Esposito e con la successiva festa per tutta la notte che si svolse nelle strade e per le piazze della città.

Quella salvezza in serie A, assieme alla riconquista della massima categoria grazie alla formazione guidata da Ancelotti, furono – forse - i due picchi di massimo successo della Reggiana calcio.

La storia della compagine granata è stata anche però una storia di fatiche e a volte di delusioni: in un mondo del calcio che si è rapidamente trasformato, sino a diventare un business a sei zeri, non è semplice per le realtà medie come la nostra tenere il passo con i tempi, a fronte di vere e proprie rivoluzioni che, dai diritti televisivi all’avvento anche in Italia di proprietari stranieri, ha letteralmente sconvolto le regole del gioco sino a ridisegnarle in modo radicale.

La Reggiana sta giustamente festeggiando in questi mesi il suo centenario con una serie di iniziative che proseguiranno anche nelle settimane a venire.

Dopo la sofferenza di dodici mesi or sono, e quel capitombolo immeritato in serie D, ora il ritorno in serie C con un progetto solido, con una compagine di imprenditori locali seri ed appassionati, sta ricominciando a far sognare i supporter e la città, e il mio auspicio è che i lusinghieri risultati di queste prima giornate di campionato possano proseguire sino alla prossima primavera.

A prescindere però dagli score sul campo mi sembra bello e importante sottolineare, oltre all’affetto che ci lega alla squadra, il valore sociale di un club che ha cresciuto tantissimi ragazzi nelle proprie giovanili – non credo proprio di sbagliarmi se dico decine di migliaia in questo secolo di storia – i progetti che anche recentemente hanno visto la Reggio Audace vicina a chi è meno fortunato, impegnata in primo piano in progetti di solidarietà assieme all’Amministrazione comunale. Anche per questo il nostro grazie alla Reggiana è più che mai sentito e si rinnova di anno in anno. —



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