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Una sfida di vertice nella notte del centenario Col Carpi la Regia vuole onorare la sua storia

Jacopo Della Porta

Mister Alvini: «Qui voglio solo gente innamorata del progetto». A fine primo tempo sfileranno 80 vecchie glorie

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«Sarà una partita non spettacolare, perché la posta in palio è alta e si gioca dopo tre giorni dall’ultimo turno. Sarà una gara molto bloccata, tattica, dove la differenza la faranno gli episodi». Massimiliano Alvini prevede una battaglia questa sera al Città del Tricolore. Un match diverso da quelli che la sua Reggiana spumeggiante ci ha abituato in questo inizio di stagione.

Il Carpi ha gli stessi punti dei granata ma ha incontrato avversarie del calibro del Padova e del Vicenza. I biancorossi sono dunque un banco di prova importante per le ambizioni granata.

Il tecnico Alvini oltre al consueto lavoro di preparazione pre-gara, sarà chiamato a intervenire con cambi e aggiustamenti tattici ancora più del solito. «Mi aspetto tante letture in corso d’opera. Si affrontano due squadre forti e quindi la partita avrà tante sfaccettature all’interno della partita stessa».

L’avversario è di quelli tosti. «Sono una big e finiranno tra i primissimi posti con Padova, Vicenza, Triestina e Feralpi. Hanno giocatori di serie B, hanno fisico, struttura, corsa, qualità...».

La Reggiana deve trasformare in rabbia agonistica l’amarezza per la mancata vittoria a Fano, dove oltre ai gol sbagliati mancano all’appello anche un probabile rigore e una rete annullata a Spanò.

Il centenario renderà la giornata di oggi ancora più speciale. Nell’intervallo sfileranno 80 vecchie glorie, tra calciatori, presidenti ed allenatori. «È qualcosa di straordinario - dice Alvini - Mi fa molto piacere essere qui nel centenario. Ma l’emozione di questo momento non deve essere un alibi. Noi pensiamo alla partita: fare un risultato positivo sarebbe ancora più bello».

Ieri sera erano stati venduti 1746 biglietti di cui 389 nel settore ospiti (ai quali si aggiungono i circa 4.800 abbonati).

Purtroppo il tecnico deve fare i conti con qualche acciaccato. Scappini non è al massimo e Libutti e Lunetta devono essere valutati. La rosa della Regia, in attacco già non certo abbondante, si è ulteriormente ristretta a causa della defezione di Rodriguez. «Siamo stati colti di sorpresa, la sua richiesta di essere svincolato è avvenuta dopo il Sudtirol, con la Reggiana prima in classifica». Una scelta incomprensibile per il tecnico, che lo ha sempre tenuto in considerazione e impiegato regolarmente. «Ma sia chiaro un concetto la Reggiana viene prima di tutto: non conta Alvini, qualsiasi giocatore, quello che viene prima di tutti è la Reggiana. Se tu non sei contento di giocare nella Reggiana nell’anno del centenario da protagonista perché non ti diverti è giusto che non stia qui».

Il problema è che ora in avanti la squadra ha gli uomini contati. «Ci siamo trovati impiccati - dice Alvini - fosse successo prima del 13 settembre potevano rimediare. Ora si possono prendere svincolati, ma il problema è che spesso non sono pronti. L’ideale sarebbe potere aspettare fino a gennaio». L’importante però è che il tecnico possa contare «su un gruppo di uomini veri, innamorati di questo progetto e pronti a sacrificarsi». —





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