Milan all’esame Toro, Giampaolo è già al bivio
C’è il posticipo proprio di giovedì, giorno in cui i club avrebbero dovuto giocare in Europa. Allenatore osservato speciale
Dell’Europa League non è rimasto che un abbaglio per Torino e Milan. È il giovedì, giorno di sfide di quel torneo nel quale i primi hanno preso il posto dei secondi ma sono usciti nei preliminari, che per uno scherzo del destino stasera metterà uno contro l’altro i vecchi duellanti. Novanta minuti che, nonostante non ci sia (ancora) la posta in palio dell’ultimo incrocio, saranno ad alta tensione. Perché in gioco c’è una bella fetta di tranquillità, dopo le due sconfitte consecutive dei granata e il derby perso dai rossoneri. Per entrambi, inchiodati a 6 punti, la parola d’ordine è «riscatto», un obbligo non solo morale per la squadra di Giampaolo, visto che per il nuovo tecnico si parla già di panchina ballerina, anche se lui allontana le nubi assicurando che «il rischio di esonero neanche mi sfiora» e che «Piatek non è un caso, ma bisogna creare di più».
acque più tranquille
Acque un po’ più tranquille per il Toro perché Mazzarri non rischia nulla, ma è lo stesso tono del padrone di casa a sottolineare l’umore di un ambiente frastornato dopo le critiche piovute a Marassi: «Qualcuno dice che cerco scuse, ma voglio solo difendere i miei ragazzi - l’arringa dell’allenatore -, Lyanco per tutti ha fatto un errore, ma lo sbaglio è stato del direttore di gara, l’anno scorso ne abbiamo subiti tanti senza i quali saremmo potuti andare in Champions. Alibi? No, con la squadra non parlo mai degli arbitri». È un fiume in piena Mazzarri, ma è anche il suo modo per caricare il gruppo. «Se i miei capiscono ciò che provo - dice - sarà difficile batterci, scenderanno in campo arrabbiati. Ciò che non accetto sono gli insulti sul web, non sono tifosi, ma infiltrati. Diamo fastidio? Quando si comincia a fare bene i nemici si moltiplicano».
antidoto verdi
L’antidoto, per il Toro, si chiama super attacco. Verdi scalda i muscoli: il colpo dell’estate, il più pagato della storia granata, partirà per la prima volta dall’inizio. «È pronto, ma non è Maradona che può risolvere le gare da solo», gli toglie pressione Mazzarri. L’altra novità è che non ruberà posti davanti, visto che sarà collocato dietro Belotti e Zaza e agirà come trequartista: un potenziale da 50 gol a disposizione. E una mossa che nel recente passato ha sempre dato i suoi frutti contro Giampaolo. L’ex del Napoli prenderà il posto di Meité e sarà l’unico cambio rispetto all’ultima uscita. Solo in panchina Nkoulou, che però ritrova la convocazione. —
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