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l’ex di turno 

Alberto Colombo ora guida l’Arzignano «Ma voi fate paura»

Luigi Cocconcelli
Alberto Colombo ora guida l’Arzignano «Ma voi fate paura»

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Una partita contro il tuo passato, solitamente, non è mai una partita come le altre. Soprattutto se ti sei lasciato bene, conservi amici e stima reciproca ed il passato non è poi così remoto. Ecco perché quella di domani per Alberto Colombo non sarà una domenica come tante. L’Arzignano viene da tre sconfitte consecutive, nelle ultime è mancata anche la prestazione, ma l’ex allenatore della Reggiana ed ora sulla panchina veneta a priori non firma per il pareggio.

Mister , ci presenta l’ Arzignano?

«Squadra giovane, società che vuole ritagliarsi un posto nel mondo professionistico, viene dall’aver vinto meritatamente il campionato di D, ma in estate è stata completamente smantellata e ricostruita. Partita benino poi si è un po’ smarrita, si punta alla salvezza: sarà complicato ma non impossibile».

Cifre alla mano l’ Arzignano pare faticare in fase offensiva, vero o casualità?

«Le cifre di solito non mentono, abbiamo difficoltà a finalizzare, dobbiamo essere più cinici».

Teme qualcosa di particolare della Reggiana?

«La Reggiana tutta è da temere, per me, ed è un gran complimento, mi ricorda l’Atalanta perché come la Dea gioca un calcio propositivo, dinamico, aggressivo, ha il coraggio di andare a pressare alto, ma sa anche dialogare, ha qualità tecniche di passaggio, i granata sanno giocare sul corto per stanare l’avversario e colpirlo sulla profondità, poi sta vivendo un momento di grande entusiasmo per via della classifica e del centenario».

Al Menti si annuncia una folta pattuglia di tifosi reggiani, non è che in realtà giochiate voi in trasferta?

«Solitamente noi facciamo circa 400 spettatori, siamo un poco la seconda squadra di Vicenza perché per difficoltà logistiche non solo giochiamo lì ma abbiamo trovato pure in città un centro per gli allenamenti, sarà bello vedere una cornice di pubblico superiore, mi farà piacere salutare tanti tifosi granata che a suo tempo mi hanno manifestato stima ed io ho amato, da voi c’è attenzione per la squadra anche quando le cose non girano per il verso giusto, figurarsi ora che ha il vento in poppa».

Mercoledì avete affrontato la Triestina, risultato a parte, come ha visto la grande favorita?

«Come un malato convalescente, noi non l’abbiamo impensierita più di tanto, ha grandi potenzialità ma anche in questo momento difficoltà che può superare con i risultati, se quelli vengono cresce in autostima, comunque non mi sembra così superiore ad altre, Padova, Vicenza, la stessa Reggiana mi paiono di valori assai vicini, sarà una bella gara sino alla fine». —



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