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ciclismo, la gara under 23 

Il Var irrompe al Mondiale L’Italia è d’oro con Battistella

dall’inviato

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Giorgio Viberti

HARROGATE. Incredibile al Mondiale di ciclismo: la prova in linea degli Under 23 è stata decisa dal Var, cioè la moviola applicata allo sport che permette alla giuria di intervenire a posteriori, anche cambiando l’esito di una gara. E il verdetto a tavolino dei commissari è stato clamoroso, perché ha portato alla squalifica dell’olandese Nils Eekhoff che poco prima aveva tagliato il traguardo a braccia alzate, nuovo campione del mondo ma solo per pochi minuti. A vestire la maglia iridata sul podio è stato invece l’azzurro Samuele Battistella, che all’arrivo era stato battuto di mezza ruota da Eekhoff. L’argento è andato così allo svizzero Bissegger e il bronzo al britannico beniamino di casa Thomas Piddock, che dopo la corsa se n’era andato via tristissimo per aver deluso i tanti tifosi. È la prima volta nella storia del ciclismo che un Mondiale viene ribaltato dai giudici.

L’Italia conquista così il 2° oro e la 4ª medaglia in questi Mondiali e torna a trionfare con gli Under 23 dopo 17 anni: nel 2002 a Zolder si impose Francesco Chicchi, che curiosamente oggi è il direttore sportivo proprio di Battistella. L’episodio incriminato è avvenuto a 128 km dal traguardo. Eekhoff, dopo una caduta che gli era costata circa 2’, si sarebbe attaccato all’ammiraglia olandese.

«Non ci posso credere»

I giudici, riesaminando le immagini disponibili e soprattutto i dati del GPS del corridore orange, hanno concluso che Eekhoff per 500 metri è stato trainato dall’auto della sua Nazionale: la velocità che ha fatto registrare in quel tratto (circa 80 km orari) non è compatibile infatti con quella di un corridore, se non in discesa. Per lo stesso motivo sono stati esclusi dall’ordine d’arrivo anche l’altro azzurro Konychev e il danese Nielsen. Un episodio simile ricorda quelli che portarono alle squalifiche di Nibali nella Vuelta 2015 e di Moscon nel Mondiale 2017. Andò bene invece al francese Demare, che vinse la Sanremo 2016 grazie a un’incredibile e sospetta rimonta dopo una caduta sulla Cipressa, ma allora non ci furono riprese tv dirimenti, né esistevano ancora la Var e la tecnologia di oggi. «Non ci posso credere», ha detto alla fine il 20enne Battistella, che però nel 2020 non potrà indossare la maglia iridata perché passerà professionista. E non avrà neanche in bacheca una foto mentre esulta sul traguardo, ma solo quella in cui per la rabbia sbatte il pugno sul manubrio dopo aver perso da Eekhoff. Ma va bene lo stesso, perché il suo Mondiale resterà comunque storico. —

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