Gazzetta di Reggio

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il duello a distanza 

Inter-Juve: voglia di derby prima però ecco Samp e Spal

Tiziana Cairati Gianluca Oddenino

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«I cavalli buoni si vedono all’arrivo». No, Massimiliano Allegri non è tornato ad allenare (anzi si sta preparando per una vacanza-studio a Londra) e non si è trasformato in un consigliere di qualche presidente (è pur sempre sotto contratto con la Juve), ma dopo aver vinto cinque scudetti consecutivi seminando il campo di metafore ippiche e di «vittorie cortomuso», evidentemente una certa influenza deve averla lasciata. Anche se sentire Antonio Conte parlare di cavalli e pronostici fa un certo effetto, però tutto torna in questo mondo ribaltato dove un totem juventino si trova capolista con l’Inter e non vede l’ora di sfidare i bianconeri rivoluzionati (o quasi) da Sarri.

Una vigilia lunghissima e caldissima si annuncia per il Derby d’Italia più importante dal post-Calciopoli, visti i personaggi in campo e la posta in palio. Domenica prossima a San Siro non si assegna lo scudetto, ma certamente lo si può indirizzare fortemente e per questo motivo l’impegno odierno di Juve e Inter diventa una tappa di avvicinamento da non sbagliare. Le due eterne rivali sfidano in un doppio testacoda le ultime della classe, ovvero Spal (ore 15 a Torino) e Sampdoria (ore 18 a Genova). Impegni semplici sulla carta, però sia i nerazzurri sia i bianconeri limiteranno il turnover al massimo – nonostante l’imminente Champions – per disinnescare le trappole più pericolose. «La partita della vita è sempre la prossima - sottolinea Conte – e non siamo noi i favoriti: Juve e Napoli sono davanti in modo importante».

Il precedente di Herrera

La strategia della tensione prosegue anche così per un’Inter che insegue la sesta vittoria iniziale, utile per mantenere intatto l’attuale +2 sulla Juve. L’ultima e unica volta di un filotto del genere risale al 1966/67, quando i nerazzurri di Helenio Herrera finirono secondi dietro i bianconeri di un punto dopo la storica sconfitta di Mantova all’atto finale. Conte è autorizzato a toccare ferro, ma qualcosa l’ha già capito di suo. «C’è uno storico che deve farci rizzare le antenne e tirare fuori le unghie – ha detto alla vigilia – e non siamo i primi a vincere le prime cinque nell’Inter: questo gruppo due anni fa, a dicembre, era capolista e alla fine è arrivato quarto». Serve tenere la carica al massimo e anche Sarri alza i toni. «La squadra deve smettere di pensare alla sfida successiva – si arrabbia il tecnico bianconero dopo le due sofferte vittorie in rimonta contro le neopromosse Verona e Brescia –: le partite si aggrediscono e mentalmente non possiamo complicarci le cose, perché contro la Spal è già dura materialmente». La Juve deve curare il mal di gol: in campionato ne incassa più dell’Inter, 5 contro 1, e soprattutto ha subìto in media 13 conclusioni (4 in porta) nelle prime cinque partite. Non era mai successo negli ultimi otto anni e questo è il primo problema da risolvere per i campioni d’Italia. Il conto alla rovescia è partito. —





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