La Grissin Bon crolla nel finale, Trento passa al Bigi
I biancorossi battagliano per 30', poi si arrendono alla Dolomiti Energia: 84 a 76
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REGGIO EMILIA. Si perde la Grissin Bon nell’utimo periodo, in cui - con Craf che dirige e Gentile che esegue, Trento la infilza col parzialone di 2 a 19 che affossa dolorosamente i biancorossi.
Come a Brescia, una manciata di minuti scellerati costa carissimo ai biancorossi. E sia chiaro che a “tradire” sono stati principalmente gli stranieri (Mekel ancora lontano da quel che è, Johnson-Odom non esaltante, Owens tonico in attacco ma quasi nullo in difesa e Pardon, ancora piuttosto acerbo), perché il cuore italiano ha pulsato meglio di quanto aveva fatto mercoledì a Brescia. Si andrà quindi nella tana di Cantù, domenica, ancora a pancia vuota. E pensare che ieri, fino a un certo punto, s’era anche assaporato il sapore dolce del successo.
Nonostante le sofferenze inflitte a inizio gara dall’ottimo Blackmon, autore della prima fuga trentina assieme al sorprendente baby Mezzanotte (11-18 per il team bianconero) mentre Reggio pasticcia da tre (un mestissimo 0/7 al 7’) e continua a far acqua difensivamente. La svolta arriva poi per mano di Fontecchio che spezza il lungo digiuno dall’arco con due triple che riaprono il match (17-21). Vojvoda si fa sentire, la difesa si mette a fare il proprio dovere, ed ecco che Reggio prima impatta e poi sorpassa (Candi per il +5). Blackmon, ancora, è però implacabile e trascina i suoi sino al -1 (38-37). Seguono minuti di battagliero equilibrio, sino all’intervallo (40-37).
Impatta Trento nel primo minuto della ripresa e s’avvia un testa a testa fisico ed appassionante. Bisogna arriva alla metà del quarto, per vedere di nuovo la Grissin Bon sprintare. I due liberi di Upshaw fissano il punteggio sul 50-43: un massimo vantaggio, quello del +7, nato anche da buone difese reggiane (Candi, su tutti). Trento trova però la forza per rimanere aggrappata e pure di risalire sino al -2 (54-52). Qui è Candi, da tre, a ricacciarla indietro. Nonostante gli assalti trentini, Reggio resta in controllo (62-56). Disgraziatamente l’entusiasmo si spegne alla veloce: la morsa di Trento e le giocate di Gentile fanno bruciare quel vantaggio che già aveva illuso il Bigi. Gli ospiti s’affidano alla formula vincente “recuperi e contropiede” e, guidati dal figlio di Nando producono un 13 a 0, dolorosissimo per i colori reggiani, che li manda in orbita (62-67) quando sono passati poco più di 3’. Owens spezza per un attimo il “maleficio”, anche se la Dolomiti Energia è ormai lanciatissima e assesta agli abulici reggiani uno schiaffone dopo l'altro...fino al ko finale che tanta rabbia lascia al popolo del Bigi.
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